Interventi chirurgici fuori lista d’attesa, visite privilegiate, prestazioni riservate ad amici e conoscenti: è questo il quadro emerso dall’indagine condotta dai carabinieri del Nas di Catanzaro che ha portato all’esecuzione di misure cautelari nei confronti di un noto oculista in servizio presso l’ospedale universitario “Renato Dulbecco” e della sua segretaria amministrativa.
L’accusa è pesante: abuso d’ufficio e falso ideologico. Secondo quanto emerso dalle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Catanzaro, i due avrebbero gestito in modo personalistico l’accesso alle prestazioni sanitarie pubbliche, favorendo alcuni pazienti a discapito di altri, spesso bypassando le regolari liste d’attesa. Il tutto sarebbe avvenuto anche attraverso l’alterazione o l’occultamento di dati nei sistemi informatici e nella documentazione ufficiale.
Gli inquirenti parlano di un “sistema rodato” fatto di segnalazioni, raccomandazioni e accessi diretti in sala operatoria, a volte con tempistiche impossibili da giustificare rispetto ai percorsi standard previsti. Un meccanismo che avrebbe violato i principi di equità e trasparenza propri del servizio sanitario nazionale, creando una sanità a due velocità, dove a contare non erano le urgenze mediche, ma le conoscenze personali.
Le indagini, partite da alcune segnalazioni anonime e confermate da intercettazioni e verifiche incrociate, hanno portato all’emissione degli arresti domiciliari per entrambi gli indagati. La direzione dell’ospedale Dulbecco, informata degli sviluppi, ha avviato un’indagine interna e sospeso cautelativamente i soggetti coinvolti, in attesa dell’esito delle indagini giudiziarie.
La Procura ha sottolineato la gravità di comportamenti che, pur non essendo legati a fenomeni corruttivi in senso stretto, minano profondamente la fiducia dei cittadini nelle istituzioni sanitarie pubbliche.

