Roma, 10 luglio 2025 – I risultati delle Prove Invalsi 2025, resi noti il 9 luglio, mettono in luce una situazione preoccupante per la scuola italiana: solo il 52% degli studenti dell’ultimo anno delle superiori raggiunge il livello base in italiano, e appena il 49% in matematica. In sostanza, quasi uno studente su due resta sotto la soglia minima di competenza richiesta all’esame di maturità .
Divari persistenti tra Nord e Sud
Il dato peggiora drasticamente nel Mezzogiorno: in regioni come Calabria, Campania, Sicilia e Sardegna, i livelli minimi vengono raggiunti solo dal 30–40% degli studenti.
Anche alla fine della scuola media, meno della metà degli studenti del Sud raggiunge il livello base in italiano (48,6%) e in matematica (circa il 40%).
Più diplomati, ma con competenze fragili
Sebbene il tasso di dispersione scolastica esplicita (giovani 18–24 anni senza diploma o formazione) sia sceso sotto il 10% (9,8% nel 2024, obiettivo PNRR già raggiunto), è aumentata la dispersione implicita—cioè la percentuale di diplomati privi di competenze di base—in tutte le regioni, in particolare al Sud (12,5% rispetto al 9,2% del 2024).
Primo ciclo: segnali negativi già dalle elementari
Anche nelle classi di seconda e quinta primaria i risultati mostrano un lieve calo: in seconda elementare, solo il 66% supera il livello base in italiano (67% nel 2024), mentre in matematica la quota resta al 67%.
Tra gli alunni di quinta elementare il 75% raggiunge il livello base in italiano, ma solo il 66% in matematica (era il 68% nel 2024) .
L’allarme di Save the Children
L’analisi del rapporto da parte di Save the Children segnala un’Italia educativa divisa: andare a scuola al Sud significa spesso apprendere meno. Le associazioni evidenziano che già dalla seconda primaria si registra uno svantaggio di circa 7,3 punti percentuali in matematica rispetto al Centro‑Nord, e ribadiscono l’urgenza di politiche mirate per garantire pari opportunità formative sul territorio nazionale.
I dati delle Prove Invalsi 2025 raccontano un Paese educativo ancora fortemente diviso: cresce il numero di studenti che arrivano alla maturità, ma molti lo fanno senza avere acquisito le competenze essenziali. Il Sud continua ad essere il più penalizzato, con risultati significativamente più bassi già a partire dalla primaria. Serve un’azione urgente per recuperare il terreno educativo e garantire equità nei diritti di apprendimento su tutto il territorio.

