Cosenza, stretta di mano bipartisan: il Consiglio comunale chiede tariffe più eque per il suolo pubblico

Il Consiglio comunale di Cosenza ha appena votato all’unanimità (ponente il consigliere Giuseppe d’Ippolito, di Fratelli d’Italia) una mozione bipartisan per richiedere la rivisitazione delle tariffe del Canone Unico patrimoniale per l’occupazione del suolo pubblico, ritenute eccessive e triplicate rispetto al precedente tariffario.

Cosa prevede la mozione

  • Ridefinizione delle tariffe
    • Introduzione di nuovi coefficienti in relazione agli elementi occupanti il suolo (tavoli, sedie, ombrelloni): coefficiente 1,00 (solo tavoli e sedie), 1,50 per ombrelloni promiscui o di pregio.
  • Nuova zonizzazione del territorio
    • Ridescrizione delle categorie territoriali (es. “Cosenza Nuova”) per meglio qualificarne il valore commerciale.
  • Rateizzazione dei pagamenti arretrati
    • Possibilità di dilazionare i pagamenti fino a 4 rate.
  • Esenzione Tari 2025
    • Esenzione per le superfici esterne degli esercenti che risultino in regola con i tributi comunali
  • Invito a amministrazione e dirigenti a varare i correttivi “nel più breve tempo possibile” .

Contesto e reazioni

  • Le nuove tariffe, già oggetto di discussione nelle scorse settimane, erano arrivate a cifre considerate significative: circa 50 €/m² per occupazioni permanenti e 1,20 € per occupazioni temporanee.
  • Le opposizioni e le associazioni di categoria hanno denunciato come tali aumenti siano insostenibili, soprattutto per le attività del centro città, e senza adeguato confronto con l’amministrazione.
  • Il sindaco Franz Caruso, incontrando i ristoratori e Confcommercio, ha ribadito la situazione di dissesto finanziario del Comune e la necessità di rispettare il Piano di Rientro (art. 268 TUEL), pur garantendo agevolazioni, rateizzazioni e detrazioni come strumento di sostegno al commercio locale .

Prossimi sviluppi

  • Le proposte della mozione dovranno essere tradotte in modifiche al regolamento comunale e applicate a partire dal 2026, dopo un adeguato percorso istruttorio e deliberativo .
  • Consulta per il commercio e il Comitato dei ristoratori saranno coinvolti nel confronto per definire le forme concrete di revisione tariffaria.

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