Fincalabra, cala il sipario dopo dieci anni: assolto Mannarino, “il fatto non sussiste”

Dopo un decennio di inchieste, udienze e sentenze, si chiude definitivamente la vicenda giudiziaria che ha coinvolto Luca Mannarino, ex presidente di Fincalabra. La Corte di Cassazione ha infatti posto la parola fine al procedimento, confermando l’assoluzione con la formula più ampia: “perché il fatto non sussiste”.

La decisione dei giudici ha ribaltato le ombre che per anni hanno gravato su una delle figure di spicco dell’economia calabrese. Al centro della vicenda, presunte irregolarità nella gestione dell’ente regionale di sviluppo economico e nella gestione di appalti e fondi pubblici.

Mannarino, finito al centro delle cronache giudiziarie nel 2015, aveva sempre respinto le accuse, rivendicando la correttezza del proprio operato e sottolineando l’obiettivo di rilancio industriale perseguito durante il suo mandato. Dopo una lunga trafila nei tre gradi di giudizio, è arrivata la conferma della sua totale estraneità ai fatti contestati.

“Una liberazione, ma anche un’amarezza”, avrebbe commentato il diretto interessato dopo la sentenza. Dieci anni, infatti, non sono solo un tempo processuale, ma una porzione significativa di vita e reputazione che si consuma nell’attesa di giustizia.

Il caso Fincalabra rappresenta una delle vicende giudiziarie più complesse degli ultimi anni in Calabria, e la sentenza definitiva potrebbe aprire ora la strada a riflessioni più ampie sul rapporto tra giustizia, amministrazione pubblica e diritto alla difesa.

Con questa decisione della Cassazione, Mannarino esce a testa alta da una lunga e tortuosa vicenda. Ma resta l’interrogativo su come evitare che vicende simili, pur concluse con l’assoluzione piena, continuino a lasciare cicatrici profonde nella vita delle persone coinvolte.

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