Un maxi sequestro di denaro contante ha scoperchiato un nuovo tassello del mosaico criminale della ‘ndrangheta reggina. Oltre 480mila euro in banconote sono stati ritrovati dalla Guardia di Finanza in un sito utilizzato come deposito logistico e di stoccaggio dalla criminalità organizzata legata al traffico di droga.
L’operazione è scattata nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, che da tempo monitora i canali finanziari e operativi delle cosche più attive nel narcotraffico internazionale. Il denaro, suddiviso in mazzette e nascosto con cura all’interno di involucri sottovuoto, era occultato in un magazzino nella zona sud della città, già noto agli investigatori per essere una base logistica dei clan.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la somma sequestrata rappresenterebbe una parte dei proventi derivanti dallo spaccio di droga, frutto di una fitta rete di importazione e distribuzione che dalla Colombia e dall’Ecuador giunge fino alle piazze di spaccio calabresi e del nord Italia. L’intero sistema, secondo gli investigatori, si reggeva su una struttura piramidale ben definita, dove ogni ruolo era funzionale a garantire l’efficienza e la sicurezza dei traffici.
“È un colpo importante inferto alla disponibilità economica delle cosche – hanno commentato fonti investigative –. Togliere liquidità significa minare la capacità operativa della criminalità organizzata, che con questi fondi finanzia nuovi carichi, paga stipendi, corrompe e reinveste”.
Le indagini proseguono per risalire alla rete di fiancheggiatori e ai responsabili diretti del deposito, mentre il denaro è stato posto sotto sequestro per eventuale confisca. Un nuovo segnale che la lotta alla ‘ndrangheta passa sempre di più dalla tracciatura dei flussi economici, vero motore del potere criminale.

