Allarme Fentanyl in Calabria: la nuova minaccia silenziosa del narcotraffico

È un nome che fa paura e che, da qualche tempo, comincia a circolare anche nei corridoi delle forze dell’ordine calabresi: fentanyl. Un oppioide sintetico fino a 50 volte più potente dell’eroina, che negli Stati Uniti ha già provocato decine di migliaia di morti e che ora rischia di diventare la nuova frontiera del narcotraffico in Italia, Calabria compresa.

L’allarme arriva da fonti investigative e sanitarie. In alcuni sequestri recenti, effettuati nel Sud Italia, sono state rinvenute tracce del potente analgesico anche in partite di droga adulterata, destinate al consumo al dettaglio. Un segnale inquietante che fa ipotizzare un tentativo della criminalità organizzata – in particolare la ‘ndrangheta – di introdurre il fentanyl sul mercato locale, come già accaduto con altre sostanze sintetiche.

In Calabria, nessun caso ufficiale di overdose da fentanyl è stato ancora confermato, ma la preoccupazione è concreta. «Il rischio che questa sostanza si diffonda anche qui è altissimo – spiega un dirigente del Dipartimento delle Dipendenze –. Bastano microdosi per provocare la morte. È una bomba pronta a esplodere». I giovani, spesso ignari di ciò che assumono, potrebbero diventare le prime vittime di un mercato senza scrupoli.

La ‘ndrangheta, già da tempo attiva nei traffici internazionali di cocaina, starebbe valutando l’inserimento del fentanyl come “prodotto di taglio” o come sostanza autonoma, per ridurre i costi e aumentare gli effetti, rendendo le droghe ancora più letali e creando una nuova dipendenza di massa.

Intanto, il Ministero dell’Interno ha già disposto un rafforzamento dei controlli su porti e aeroporti, in particolare nei punti strategici calabresi, da Gioia Tauro a Lamezia, per intercettare eventuali carichi provenienti dall’Asia o dal Sud America, dove il fentanyl viene prodotto in laboratorio con costi bassissimi.

La Calabria si trova così di fronte a un bivio: prevenire ora o affrontare domani una nuova emergenza sanitaria e sociale, che potrebbe rivelarsi ancora più devastante di quelle già conosciute.

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