Catanzaro, 15 luglio 2025 – Una nuova bufera si abbatte sull’Azienda ospedaliera universitaria “Renato Dulbecco” di Catanzaro. All’alba di oggi, un’operazione congiunta della Guardia di Finanza e dei Carabinieri ha portato all’arresto di diversi soggetti, tra cui dirigenti e funzionari dell’ente sanitario, e al sequestro di documentazione e beni per un valore ancora in fase di quantificazione.
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Catanzaro, riguarda presunti episodi di corruzione, abuso d’ufficio e turbativa d’asta. Al centro dell’inchiesta ci sarebbero appalti per forniture sanitarie e servizi gestionali che, secondo gli inquirenti, sarebbero stati affidati attraverso procedure pilotate, con gravi irregolarità e vantaggi indebiti a ditte private compiacenti.
Tra gli arrestati figurano nomi noti del panorama sanitario calabrese, alcuni dei quali già coinvolti in precedenti indagini. L’operazione odierna rappresenta un ulteriore capitolo nella tormentata gestione della “Dulbecco”, già oggetto in passato di critiche e accertamenti ispettivi da parte del Ministero della Salute e della Corte dei Conti.
Gli investigatori parlano di un “sistema ben strutturato” in grado di aggirare le normative sugli appalti pubblici, alimentando un circuito di favori e complicità. Sequestrati anche supporti informatici e archivi digitali, che saranno ora sottoposti ad analisi approfondite.
La Direzione dell’AOU, al momento, non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali, mentre il presidente della Regione ha convocato una riunione d’urgenza per fare chiarezza sulla situazione e valutare eventuali azioni commissariali.
L’inchiesta, tuttora in corso, potrebbe allargarsi ulteriormente nelle prossime settimane. Al vaglio della Procura ci sarebbero anche altre gare d’appalto e contratti stipulati negli ultimi anni.
Un altro duro colpo alla sanità calabrese, che torna sotto i riflettori per motivi giudiziari, mentre resta sempre alta la preoccupazione dei cittadini per la qualità e la trasparenza dei servizi erogati.

