Trovato vivo Enrico Corigliano: era scomparso da tre giorni, ritrovato a Trebisacce in stato confusionale

Si è conclusa nel migliore dei modi la vicenda di Enrico Corigliano, il 35enne di San Costantino Calabro scomparso martedì 15 luglio senza lasciare traccia. Dopo tre giorni di ricerche frenetiche e momenti di profonda apprensione, l’uomo è stato ritrovato nella serata di mercoledì a Trebisacce, in provincia di Cosenza, vivo ma in evidente stato confusionale.

La sua scomparsa aveva fatto scattare l’allarme tra familiari, amici e forze dell’ordine. Enrico era uscito di casa senza portare con sé alcun effetto personale, e dopo un ultimo avvistamento nei pressi di un distributore di benzina a Vibo Valentia, si erano perse le sue tracce. A bordo del suo pick-up Ford Ranger, si era allontanato senza comunicare alcuna destinazione, destando grande preoccupazione tra i suoi cari.

A seguito della denuncia di scomparsa presentata dalla compagna, i carabinieri avevano avviato il piano provinciale per le persone scomparse. Fondamentale è stato il tam-tam social, che ha mobilitato l’intera comunità vibonese e numerosi volontari. Le segnalazioni, raccolte e vagliate con attenzione, hanno portato infine all’individuazione del veicolo in una zona periferica di Trebisacce.

All’arrivo delle forze dell’ordine, Enrico è apparso stanco, disorientato, visibilmente provato da quanto vissuto nei giorni di assenza. Dopo i primi controlli medici sul posto, è stato affidato ai familiari che lo hanno riportato a casa, dove riceverà l’assistenza necessaria per riprendersi.

«È vivo, ed è tutto ciò che conta», ha scritto sui social la sorella, ringraziando chiunque si sia impegnato nelle ricerche, dalle autorità ai semplici cittadini.

Resta ora da chiarire cosa abbia spinto il giovane ad allontanarsi e come abbia trascorso le ore precedenti al ritrovamento. Le autorità stanno conducendo accertamenti per ricostruire la dinamica e verificare eventuali problemi di natura personale o psicologica.

Quel che è certo è che la mobilitazione collettiva ha fatto la differenza. E che, almeno per questa volta, una vicenda che poteva trasformarsi in tragedia ha trovato un lieto fine.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *