Castrovillari – È arrivato il momento decisivo per il maxiprocesso “Reset”, che da mesi catalizza l’attenzione dell’opinione pubblica calabrese. La sentenza sarà letta fra poche ore presso l’aula bunker del Tribunale di Castrovillari, al termine di un lungo iter giudiziario che ha visto alla sbarra decine di imputati accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, traffico di droga, detenzione di armi e altri reati aggravati dal metodo mafioso.
L’inchiesta “Reset”, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro e condotta dai Carabinieri, aveva portato nel 2022 a numerosi arresti, coinvolgendo presunti esponenti e affiliati alla cosca Abbruzzese, meglio nota come “clan degli Zingari”, operante nel territorio del cosentino, in particolare tra Cassano all’Ionio, Corigliano-Rossano e comuni limitrofi.
Durante il processo sono stati ascoltati numerosi collaboratori di giustizia, le cui dichiarazioni hanno delineato un quadro di controllo capillare del territorio da parte della cosca, attraverso intimidazioni, omicidi e condizionamenti del tessuto economico e sociale locale.
La Procura antimafia ha chiesto condanne pesantissime, per un totale di oltre 800 anni di carcere. Tra gli imputati, anche nomi noti alle cronache giudiziarie locali, ritenuti vertici dell’organizzazione.
Grande l’attenzione da parte delle forze dell’ordine per garantire la sicurezza all’esterno del tribunale, dove si attende la presenza di familiari, giornalisti e cittadini in cerca di giustizia.
La lettura della sentenza è attesa a partire dalle ore 13:00. Sarà un momento cruciale per la lotta alla criminalità organizzata in Calabria, con possibili ripercussioni anche su altri procedimenti collegati e su futuri assetti giudiziari e investigativi nella regione.

