Reggio Calabria, 18 luglio 2025 – Si chiude con una raffica di assoluzioni il primo grado del processo legato allo scandalo “Rimborsopoli” calabrese. Dopo anni di indagini e udienze, il tribunale ha assolto venti imputati, tra cui tre figure simbolo della politica regionale: Sandro Principe, Nicola Adamo e Agazio Loiero. Per loro, come per molti altri ex consiglieri, le accuse sono crollate con la formula “perché il fatto non sussiste”.
Una sentenza attesa da tempo
Il procedimento, nato dall’analisi delle spese sostenute dai gruppi consiliari tra il 2010 e il 2012, ha fatto tremare per anni i palazzi della politica calabrese. Si parlava di utilizzo improprio di fondi pubblici, di rimborsi gonfiati o destinati a scopi privati, ma alla prova dei fatti l’impianto accusatorio ha retto solo in parte.
Tra gli assolti, l’ex presidente della Regione Calabria Agazio Loiero, il già vicepresidente del consiglio Nicola Adamo e l’attuale sindaco di Rende, Sandro Principe. Il tribunale ha riconosciuto che non vi erano elementi sufficienti per una condanna, chiudendo così per loro un capitolo giudiziario che si trascinava da oltre un decennio.
Le condanne
Non tutti però escono indenni dal processo. Sei imputati sono stati condannati con pene comprese tra i tre e i cinque anni di reclusione. Le condanne riguardano casi in cui le prove raccolte sono state ritenute chiare e inequivocabili: spese ingiustificate, documentazioni false, utilizzo personale dei fondi assegnati ai gruppi politici.
Gli ex consiglieri colpiti dal verdetto negativo hanno annunciato l’intenzione di ricorrere in appello, ritenendo la sentenza ingiusta e confidando in una diversa valutazione nei prossimi gradi di giudizio.
Reazioni e scenari futuri
La sentenza ha provocato immediate reazioni nel mondo politico calabrese. Tra soddisfazione e amarezza, c’è chi parla di giustizia finalmente ristabilita e chi invece sottolinea come l’intera vicenda abbia gettato ombre su un’intera classe dirigente. Resta il dato di fatto: la gran parte degli imputati è uscita dal processo con un’assoluzione piena, ridimensionando così la portata iniziale dello scandalo.
Ora si attende la fase d’appello, che potrebbe riscrivere in parte il quadro delineato oggi. Ma per molti protagonisti di questa lunga vicenda giudiziaria, è già il momento di lasciarsi alle spalle una pagina amara e guardare avanti.


