Reggio Calabria, 18 luglio 2025 – Si chiude oggi il processo di primo grado noto come “Rimborsopoli” in Calabria, con il Tribunale di Reggio Calabria che ha emesso sei condanne per l’uso illecito di fondi pubblici da parte di ex consiglieri regionali e un portaborse .
Secondo la Guardia di Finanza e la Procura reggina, i finanziamenti destinati all’attività politica dei gruppi regionali sarebbero stati distratti per finalità personali. Tra le accuse spiccano spese ingiustificate per viaggi, regali, cene e altre voci non riconducibili a funzioni istituzionali.
Le condanne
- Luigi Fedele: 5 anni di reclusione
- Giovanni Nucera: 4 anni
- Pasquale Tripodi: 3 anni e 6 mesi
- Alfonso Dattilo: 4 anni e 8 mesi
- Giovanni Biliardi: 4 anni e 8 mesi
- Carmelo Trapani (portaborse): 3 anni e 6 mesi
Tutti gli imputati sono stati interdetti dai pubblici uffici e dovranno risarcire la Regione Calabria. Inoltre, il tribunale ha previsto il sequestro o la confisca di beni e somme per pari valore a quelle ritenute sottratte indebitamente .
Il percorso dell’inchiesta
L’indagine, avviata nel 2025 e duramente condotta dalla Guardia di Finanza, aveva già portato a marzo alla richiesta di 26 condanne per un ampio giro di “spese pazze” che si estendeva alla X legislatura regionale (2010‑2012).
Prospettive future
Gli avvocati difensori hanno già annunciato ricorso in Appello, sostenendo che le contestazioni deriverebbero da interpretazioni discutibili dei regolamenti e dalla presunta assenza di dolo.
Intanto, la vicenda torna a sollevare il dibattito sull’uso corretto dei fondi pubblici e sulla trasparenza degli enti regionali.

