DOPO L’ASSOLUZIONE DEFINITIVA Guccione: “Ci sono voluti 4.380 giorni per riavere la mia dignità”

21 luglio 2025 – Dopo oltre dodici anni, il calvario giudiziario di Carlo Guccione si è concluso con un verdetto definitivo di assoluzione nel processo legato a Rimborsopoli. A parlare è lui stesso, l’ex consigliere regionale calabrese, che in queste ore ha affidato a una nota pubblica il suo sfogo e la sua riflessione: “Ci sono voluti 4.380 giorni per ottenere giustizia. Troppi. Una vita sospesa, un’ombra ingiusta che ha oscurato il mio nome e la mia storia politica”.

Il procedimento, avviato nel 2013, aveva coinvolto numerosi esponenti della politica calabrese, accusati di indebita percezione di rimborsi. Guccione si era sempre dichiarato estraneo ai fatti, ma le indagini e le lunghe udienze lo hanno costretto a un silenzio forzato e a una battaglia legale durata più di un decennio.

“Oggi – ha dichiarato – non provo rabbia, ma amarezza sì. Chi mi conosce sa quanto ho sofferto per questa vicenda, quanto ho atteso questo giorno per tornare a guardare le persone negli occhi senza dover spiegare nulla”.

Il suo caso si inserisce in un contesto più ampio di sentenze che, negli ultimi mesi, hanno ribaltato molte delle accuse iniziali rivolte agli imputati nel maxi-processo Rimborsopoli Calabria. “La giustizia ha fatto il suo corso – conclude Guccione – ma ora servono riforme vere: non si può attendere dodici anni per ristabilire la verità. Perché nel frattempo, tante vite sono già state rovinate”.

L’assoluzione non cancella le ferite, ma restituisce almeno un frammento di quella reputazione che per troppo tempo era rimasta sospesa nel limbo del sospetto.

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