La Radice di Rabarbaro

RUBRICA: PENNE RIGHE E CALMA(R)I

di Maria Giovanna Santucci

La radice di rabarbaro il suo sapore un po’ strano, sa di qualcosa che resiste e ritorna.
Possiede diverse proprietà benefiche, tra cui: digestive, lassative, depurative,
epatoprotettive e antiossidanti. È importante moderarne l’uso a causa delle proprietà
lassative e delle potenziali interferenze con alcune funzioni fisiologiche.
Una pianta che attraversa secoli e continenti, che nasce nei giardini umidi della Cina
imperiale e arriva, tra mercanti e spezierie, a profumare le botteghe d’Europa. Il rabarbaro
non è sempre stato quella nota acidula nelle torte primaverili, il bicchiere rosso scuro di un
amaro dopo cena ma un sapore che torna sempre, come un ritornello televisivo italiano
che non si dimentica (Amaro Medicinale Giuliani).
Un tempo era un tesoro: radici essiccate e trasportate lungo la Via della Seta, vendute a
peso d’oro perché capaci si diceva di purificare il corpo e forse anche l’anima.
Quando, nelle campagne del Nord Europa, i primi gambi rosso-verdi bucavano la terra
gelata, era un segnale: la primavera era arrivata, si poteva tornare a sedersi insieme, a
riempire le cucine di marmellate, di crostate fumanti, di quel sapore aspro che faceva
venire l’acquolina. Il rabarbaro diventava festa, ma anche rito domestico, legame tra chi
cucinava e chi aspettava il primo dolce della stagione.
Con la diffusione dei liquori al rabarbaro la pianta entrò nella vita quotidiana anche come
simbolo di modernità e socialità, bevuta nei caffè cittadini e nelle fiere. Nei caffè
dell’Ottocento, il rabarbaro Zucca venne trasformato in amaro elegante, sorseggiato tra
chiacchiere e giornali, simbolo di un’Italia che si modernizzava.
La “crostata di rabarbaro” è diventata un simbolo della cucina casalinga inglese e
americana, associata all’idea di comfort food e convivialità.
Nella narrativa angloamericana, nei romanzi di Willa Cather o nei racconti di Alice Munro o
in diversi racconti nordici e anglosassoni nelle raccolte di Katherine Mansfield e nei diari di
campagna di Vita Sackville-West, le crostate e le conserve di rabarbaro rappresentano
radici familiari e tradizione, spesso con una vena malinconica. Scene di colazione o torte
che scandiscono la quotidianità, quasi un rituale domestico che restituisce calore al lettore.

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