Luglio 2025 – Le campagne calabresi sono sotto assedio. Non si tratta di un’emergenza passeggera, ma di una vera e propria crisi strutturale: i cinghiali, ormai fuori controllo, stanno devastando interi appezzamenti di terreno coltivato in tutte le province della regione, con danni economici che, in alcuni casi, superano i 30.000 euro per singolo agricoltore.
Patate, mais, grano, ortaggi e frutteti: nessuna coltura è risparmiata. L’ultimo episodio si è verificato nel territorio di San Giovanni in Fiore, dove un agricoltore ha trovato il proprio campo di patate ridotto a un cumulo di terra sconvolta. Stessa scena nel Reggino, nell’area di Oppido Mamertina, dove le incursioni notturne dei cinghiali hanno distrutto oltre due ettari di ortaggi.
Coldiretti Calabria: “Situazione esplosiva, servono interventi immediati”
Secondo la Coldiretti Calabria, i cinghiali nella regione avrebbero superato le 50.000 unità, un numero che la natura non è più in grado di sostenere e che l’agricoltura non può più sopportare. “Ogni notte – spiega il presidente regionale Franco Aceto – si consumano piccoli drammi nei campi. Gli agricoltori sono disperati: perdono raccolti, reddito e speranza. Abbiamo chiesto alla Regione un piano straordinario di abbattimento controllato, ma i tempi della burocrazia sono incompatibili con la velocità con cui questi animali distruggono tutto”.
Danni ingenti e risarcimenti inadeguati
La stima complessiva dei danni in Calabria supera i 10 milioni di euro all’anno, ma le cifre ufficiali, legate alle richieste di indennizzo, sono molto più basse. I meccanismi per ottenere un rimborso sono complessi, spesso lunghi e raramente rispondenti ai reali danni subiti. A ciò si aggiungono le lungaggini delle perizie, che in alcuni casi vengono eseguite anche due mesi dopo il fatto, quando ormai non è più possibile documentare nulla con precisione.
L’appello della Cia Calabria: “Riformare la legge sulla fauna selvatica”
Anche la Confederazione Italiana Agricoltori Calabria si unisce all’appello: “Non è più un problema ambientale, è diventato un problema di sopravvivenza economica e sociale. Chiediamo che gli agricoltori siano coinvolti direttamente nella gestione del territorio e della fauna. Va riformata la legge 157/1992: non è più adeguata a gestire un fenomeno di questa portata”.
Sicurezza stradale e rischio sanitario
Il problema non riguarda solo l’agricoltura. Sempre più frequentemente, i cinghiali vengono segnalati lungo le strade statali e provinciali della Calabria, con un aumento degli incidenti stradali. Nelle ultime settimane, si sono registrati episodi nei comuni di Tarsia, Vibo Valentia e Catanzaro, fortunatamente senza vittime. Inoltre, cresce il timore per la diffusione della peste suina africana, già presente in alcune zone dell’Italia centro-settentrionale.
Il silenzio della politica
Nonostante le continue denunce e gli appelli, la risposta della politica regionale appare ancora troppo timida. Alcuni fondi sono stati stanziati nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale, ma gli agricoltori denunciano che non bastano. “La Regione deve dichiarare lo stato di emergenza faunistica – chiede con forza Coldiretti – e attuare subito piani di contenimento attraverso squadre specializzate”.

