Brescia/Cosenza – Scontri del playout 2023: chieste 37 condanne

bandiera del brescia calcio con stemma leonessa

Pene richieste da 2 mesi a 2 anni e 8 mesi. Oltre 50 imputati verso la “messa alla prova”. Udienza decisiva fissata al 29 gennaio

La Procura di Brescia ha chiesto la condanna di 37 tifosi per gli scontri dell’1 giugno 2023 legati al playout Brescia–Cosenza. Le pene richieste vanno da due mesi a due anni e otto mesi di reclusione nel rito abbreviato. La Gup Federica Brugnara ha aggiornato l’udienza per la decisione al 29 gennaio 2026.

Oltre cinquanta imputati hanno optato per la messa alla prova (procedimento alternativo che, in caso di esito positivo, estingue il reato), mentre alcuni hanno chiesto di patteggiare. Parte civile nel procedimento è il Ministero dell’Interno; Brescia Calcio non si è costituita per non “alzare ulteriormente i toni” sulla vicenda.

I fatti contestati

Gli incidenti avvennero dentro e fuori lo stadio Rigamonti al termine della gara di ritorno, sospesa nel finale e finita 1–1, risultato che sancì sul campo la retrocessione del Brescia (il club sarebbe poi stato riammesso in Serie B nelle settimane successive). All’epoca il giudice sportivo inflisse ai lombardi il 3–0 a tavolino e due gare a porte chiuse. Le contestazioni mosse a vario titolo agli imputati includono resistenza, danneggiamenti e lesioni.

Con le richieste del PM formalizzate oggi, il fascicolo è alle battute finali del primo grado in abbreviato: la decisione della Gup è calendarizzata per il 29 gennaio 2026. Per i soggetti ammessi alla messa alla prova saranno invece avviati i percorsi prescritti dal tribunale, con verifiche sul rispetto dei programmi concordati. Resta ferma, per tutti gli imputati, la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

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