COSENZA – 20 novembre 2025
Il presidente della Regione Calabria e commissario ad acta per la sanità, Roberto Occhiuto, ha annunciato oggi all’ospedale Annunziata di Cosenza la firma dell’accordo con la Regione Emilia-Romagna per governare e limitare l’emigrazione sanitaria dei pazienti calabresi. L’intesa, definita nei giorni scorsi e formalizzata con apposito decreto, introduce tetti di spesa e nuove regole sui rapporti economici fra le due Regioni.
“È stato firmato l’accordo con l’Emilia-Romagna” ha detto Occhiuto durante una visita informale al presidio cosentino insieme al direttore generale dell’Azienda ospedaliera, Vitaliano De Salazar, collegando direttamente il nuovo patto alla strategia di rafforzamento della sanità pubblica calabrese e, in particolare, dell’Annunziata.
Che cosa prevede l’accordo
L’intesa è triennale: è entrata in vigore il 1° novembre 2025 e resterà valida fino al 31 dicembre 2027. Regola in modo puntuale i rapporti economici derivanti dalla mobilità sanitaria interregionale tra Calabria ed Emilia-Romagna, con l’obiettivo di ridurre il forte squilibrio oggi a carico della Calabria, che negli ultimi anni ha registrato un deficit superiore ai 300 milioni di euro l’anno per cittadini curati fuori regione.
Il cuore della convenzione è rappresentato da tetti di spesa differenziati per tipologia di prestazione e per natura delle strutture (pubbliche o private accreditate). Per la parte di prestazioni a carico della Calabria, i limiti fissati comprendono:
- un massimale per i ricoveri in strutture pubbliche;
- un tetto specifico per i ricoveri in strutture private accreditate;
- plafond distinti per la specialistica ambulatoriale pubblica e privata.
Sul fronte emiliano-romagnolo, i volumi restano più elevati, con un valore complessivo che supera i 20 milioni di euro, a testimonianza dell’elevata attrattività del sistema sanitario di quella Regione per i pazienti calabresi.
Per evitare sforamenti, l’accordo introduce un meccanismo di “regressione tariffaria”: se i volumi concordati vengono superati, le tariffe di rimborso si riducono automaticamente, così da contenere la spesa e scoraggiare eventuali eccessi produttivi.
Un altro punto rilevante è il contrasto alla mobilità indotta: viene infatti vietata l’attività libero-professionale “cross-regionale”, cioè la possibilità per i professionisti delle due Regioni di svolgere attività intramoenia o extramoenia nella Regione partner, per prevenire conflitti di interesse e spostamenti non strettamente giustificati da ragioni cliniche.
Commissione paritetica e controlli
L’intesa prevede l’istituzione di una Commissione paritetica tra le due Regioni, con il supporto tecnico dell’Agenas, incaricata di monitorare i flussi di mobilità e la qualità delle prestazioni erogate a cittadini non residenti. La Commissione potrà chiedere documentazione clinica per i casi dubbi, escludere dai rimborsi le prestazioni ritenute inappropriate e proporre modifiche ai tetti di spesa in base all’andamento dei flussi.
È inoltre stabilito il principio di parità di trattamento: gli ospedali emiliano-romagnoli dovranno garantire a pazienti calabresi gli stessi tempi di attesa e di priorità dei residenti, evitando corsie differenti a seconda della provenienza.
Il legame con la Cardiochirurgia di Cosenza e il nuovo ospedale
Nel corso della visita all’Annunziata, Occhiuto ha collegato l’accordo con l’Emilia-Romagna al percorso di potenziamento della rete ospedaliera calabrese. In particolare, ha richiamato la recente firma del decreto che istituisce l’Unità operativa di Cardiochirurgia e Rianimazione cardiochirurgica all’ospedale di Cosenza: un investimento di circa 4,5 milioni di euro e l’attivazione di un nuovo reparto con posti letto dedicati e personale da reclutare.
Secondo il presidente, solo per gli interventi di cardiochirurgia la Regione spende ogni anno circa 10 milioni di euro in mobilità passiva, una quota che il nuovo reparto punta a ridurre aprendo le porte, nel medio periodo, anche a forme di mobilità attiva (pazienti da altre Regioni curati in Calabria).
Occhiuto ha inoltre ribadito che non c’è “alcuna volontà di smantellare l’Annunziata”, ma al contrario quella di rafforzarne il ruolo nel quadro del progetto del nuovo ospedale che dovrà sorgere a nord dell’area urbana, nelle vicinanze dell’Università della Calabria, con una riorganizzazione complessiva della rete, puntando sulla sanità territoriale per ridurre l’affollamento improprio dei pronto soccorso.
Un tassello nella strategia contro l’esodo dei pazienti
L’accordo con l’Emilia-Romagna si inserisce in una strategia più ampia che, nelle intenzioni della Regione Calabria, dovrebbe portare a una riduzione strutturale dell’emigrazione sanitaria, oggi fra le più alte d’Italia, con un saldo negativo che sfiora i 300 milioni di euro l’anno una volta contabilizzata la differenza tra mobilità attiva e passiva.
Resta ora da verificarne l’impatto concreto: nei prossimi anni i dati sui flussi e sui conti della mobilità sanitaria diranno se i tetti di spesa, i controlli sull’appropriatezza e gli investimenti sull’ospedale di Cosenza saranno sufficienti a trasformare il patto con l’Emilia-Romagna da accordo tecnico su numeri e tariffe a vera svolta per pazienti e famiglie calabresi costrette finora a curarsi lontano da casa.

