Cosenza, 28 novembre 2025 – Il tema dell’occupazione di suolo pubblico continua a tenere banco nel capoluogo bruzio, dove il rapporto tra Comune e commercianti resta al centro di un confronto serrato su tariffe, tempi di applicazione e sostenibilità degli aumenti per bar, ristoranti ed esercizi del centro urbano.
Il nodo principale è il canone unico patrimoniale per tavolini, dehors e altre strutture esterne, rideterminato nel 2025 con nuove tariffe che hanno diviso la città in più zone e previsto importi più elevati soprattutto nelle aree centrali. Già a giugno, un primo confronto ufficiale si è tenuto a Palazzo dei Bruzi: il 23 giugno 2025 il sindaco Franz Caruso ha riunito la Consulta del Commercio, allargata ad altri imprenditori cittadini, proprio per illustrare e discutere le nuove tariffe di occupazione del suolo pubblico e raccogliere osservazioni e proposte dalle categorie.
In quell’occasione, numerosi esercenti – in particolare del centro storico e delle vie più frequentate – hanno espresso forti perplessità, definendo gli aumenti “difficili da sostenere” in un contesto economico già provato da caro–bollette, inflazione e calo dei consumi. La città, come riportato dagli organi di stampa locali, è stata suddivisa in quattro macro–aree con canoni differenziati: una scelta pensata per legare la tariffa al pregio e al flusso commerciale delle zone, ma giudicata da molti commercianti squilibrata rispetto alla reale capacità di spesa delle imprese.
Nel corso dei mesi, il confronto non si è esaurito. A metà novembre la Consulta del Commercio di Cosenza ha preso posizione in modo netto contro la proposta del Comune di rateizzare il canone per l’occupazione del suolo pubblico, giudicando la soluzione non risolutiva rispetto al problema di fondo, ossia il livello delle tariffe. In più interventi pubblici, i rappresentanti delle categorie hanno sottolineato che “Cosenza non è Roma o Venezia” e che gli importi fissati rischiano di diventare insostenibili per una platea di piccoli esercizi e attività a conduzione familiare.
Da parte sua, l’amministrazione comunale ha rivendicato la legittimità del nuovo impianto tariffario, legandolo all’esigenza di garantire ordine nello spazio pubblico, decoro urbano e omogeneità di trattamento tra i diversi operatori. Allo stesso tempo, però, la maggioranza ha più volte ribadito la volontà di cercare una mediazione, annunciando tavoli di confronto e ulteriori incontri con la Consulta del Commercio per conciliare le esigenze del bilancio comunale con quelle delle attività economiche, soprattutto in vista delle festività natalizie.
Il lavoro di dialogo ha prodotto un primo risultato concreto proprio in questi giorni. La Giunta comunale di Cosenza ha approvato una delibera che, a partire dal 1° gennaio 2026, prevede la riduzione dei coefficienti applicati alla tassa sul suolo pubblico per tavolini e dehors, di fatto alleggerendo il peso del canone per molti esercenti. La decisione viene letta come un “sospiro di sollievo” per i commercianti e come l’esito di mesi di pressioni, incontri e interlocuzioni tra amministrazione e categorie.
Alla data del 28 novembre 2025, dunque, il quadro è quello di un confronto ancora aperto: da un lato una rete commerciale che continua a chiedere tariffe più eque e compatibili con la tenuta delle attività; dall’altro un Comune che, pur rivendicando la scelta di riordinare il sistema del suolo pubblico, ha iniziato a correggere il tiro attenuando il carico economico e promettendo ulteriori momenti di concertazione.
L’obiettivo dichiarato, da entrambe le parti, è evitare che la questione del suolo pubblico si trasformi in un ulteriore fattore di crisi per il commercio cittadino e trovare un equilibrio stabile tra diritto al lavoro, vivibilità degli spazi urbani e sostenibilità dei conti pubblici.

