Cosenza, 28 novembre 2025 – Il rapporto tra il Cosenza Calcio e il Comune di Cosenza entra ufficialmente in una fase di massima tensione. Dopo mesi di frizioni sulla gestione dello stadio San Vito–Gigi Marulla e sui pagamenti dovuti all’ente, nelle ultime ore la posizione del club è stata formalmente cristallizzata da un atto della Commissione Straordinaria di Liquidazione di Palazzo dei Bruzi, che quantifica in oltre mezzo milione di euro il debito del sodalizio rossoblù verso il Comune.
La Commissione si è riunita il 27 novembre 2025 ed ha autorizzato l’emissione delle liste di carico per un importo complessivo pari a 578.090,10 euro. Si tratta di somme dovute in seguito a una serie di sentenze in materia di COSAP e ICP – canone per l’occupazione di suolo pubblico e imposta comunale sulla pubblicità – nelle quali il Cosenza Calcio è risultato soccombente. L’atto è immediatamente esecutivo e affida a Municipia Spa, società incaricata della riscossione per conto del Comune, il compito di procedere al recupero delle somme.
Dal punto di vista amministrativo, la decisione viene presentata come un passaggio “tecnico” e non politico: la Commissione Straordinaria di Liquidazione ha preso atto delle pronunce dei giudici e ha tradotto quei verdetti in crediti esigibili, da iscrivere a carico della società calcistica. Di fatto, però, il provvedimento certifica in maniera formale lo stato di morosità del club nei confronti dell’ente, rafforzando l’accusa di inadempienza che da tempo viene mossa all’indirizzo del presidente Eugenio Guarascio.
La vicenda si inserisce in un contesto già fortemente deteriorato. Già a fine ottobre l’amministrazione comunale, per voce del sindaco Franz Caruso e del presidente del Consiglio comunale Giuseppe Mazzuca, aveva annunciato l’intenzione di riportare in aula la concessione quinquennale dello stadio San Vito–Marulla, deliberata nel 2023 in favore del Cosenza Calcio. In quella occasione Palazzo dei Bruzi aveva parlato esplicitamente di “scollamento” tra la dirigenza societaria e la città, definendo la crisi non più soltanto sportiva ma “questione sociale” e chiedendo agli uffici una verifica tecnico–legale sulla tenuta dell’atto di concessione.
Quella frattura politica e simbolica trova ora una traduzione contabile ben precisa. L’ammontare dei 578 mila euro richiesti al club si somma, infatti, ad altre partite già oggetto di attenzione nei mesi scorsi, quando il Comune aveva annunciato “nessuno sconto” su tributi e canoni dovuti e l’avvio delle procedure per il recupero coattivo, inserendo anche il Cosenza Calcio tra i soggetti tenuti a regolarizzare la propria posizione.
Il nuovo atto della Commissione Straordinaria di Liquidazione rischia di avere ripercussioni su più livelli. Sul piano sportivo, la società è chiamata a far fronte a un esborso significativo in una fase già delicata dal punto di vista economico e gestionale, come evidenziato da più analisi sul futuro incerto del club e sulle tensioni interne alla compagine societaria.
Sul piano istituzionale, invece, la scelta di “battere cassa” con forza nei confronti del principale simbolo sportivo cittadino indica che la pazienza di Palazzo dei Bruzi è arrivata al capolinea: lo stesso articolo dedicato alla deliberazione della Commissione ricorda come il sindaco e la sua squadra di governo avessero più volte segnalato di ritenere esaurito il margine di tolleranza verso la gestione dei rapporti da parte della dirigenza rossoblù.
Alla data del 28 novembre 2025, dunque, il quadro è quello di un Cosenza Calcio formalmente chiamato a saldare un debito ingente verso il Comune e di un’amministrazione pronta a rimettere sul tavolo anche la concessione dello stadio. Una doppia partita che intreccia conti, diritti d’uso dell’impianto e credibilità istituzionale, e che nei prossimi mesi potrebbe diventare decisiva per il futuro del club e per il rapporto, già logorato, tra la società e la città.

