Cosenza, 28 novembre 2025 – Nel capoluogo bruzio e in larga parte della provincia la crisi idrica resta il problema più urgente, con una situazione che da settimane viene definita “insostenibile” da cittadini e amministratori.
Negli ultimi mesi la carenza d’acqua ha interessato 26 Comuni del Cosentino, con una progressiva riduzione delle portate sugli acquedotti principali, in particolare sullo schema Abatemarco/Capodacqua, che alimenta una larga fetta del territorio provinciale.
A Cosenza città l’emergenza è esplosa in modo evidente da inizio novembre, quando l’assessore comunale e neo consigliere regionale Francesco De Cicco ha denunciato pubblicamente la drastica diminuzione delle portate idriche e gli “stop unilaterali” dell’acqua in alcuni quartieri, attribuendo a Sorical – la società che gestisce il servizio idrico – decisioni assunte senza la dovuta comunicazione e trasparenza.
Le conseguenze sulla vita quotidiana sono pesanti: interi rioni del centro storico e dei quartieri di cintura (in particolare Massa e Spirito Santo) hanno vissuto giorni con l’acqua che arriva solo per poche ore, spesso nelle fasce notturne, mentre ai piani alti di molti edifici l’erogazione risulta del tutto assente. In alcune scuole della città si sono registrate chiusure o forti disagi proprio per la mancanza d’acqua.
Il malcontento è sfociato in vere e proprie proteste: il 14–15 novembre alcuni residenti del centro storico sono scesi in strada, bloccando per alcune ore il traffico in segno di protesta contro i continui tagli alla fornitura idrica. Nei giorni successivi si sono costituiti comitati spontanei di cittadini, che hanno manifestato anche davanti a Palazzo dei Bruzi chiedendo interventi immediati e una gestione più trasparente dell’emergenza.
Sul piano istituzionale, il tema è al centro da settimane di un confronto serrato tra amministratori locali e Sorical. L’11 novembre una delegazione di sindaci dei Comuni serviti dallo schema Abatemarco/Capodacqua ha incontrato i vertici della società per discutere sia degli interventi emergenziali sia dei lavori di medio e lungo periodo sulle condotte e sugli impianti. Il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, ha definito il confronto “schietto e costruttivo”, ma ha ribadito la necessità di un piano strutturale che metta in sicurezza l’approvvigionamento idrico del territorio.
Nel frattempo, in città cresce anche il fronte politico che chiede una risposta forte e condivisa. Il capogruppo del Partito democratico in Consiglio comunale, Francesco Alimena, ha promosso la richiesta di un Consiglio comunale urgente dedicato proprio alla crisi idrica e alla gestione del servizio. L’aula è stata convocata per il 3 dicembre 2025, alle ore 16, nella sala consiliare di Palazzo dei Bruzi: all’ordine del giorno la tutela del diritto dei cittadini all’acqua come bene pubblico essenziale e la definizione di una strategia stabile per superare l’emergenza.
A rendere il quadro ancora più complesso sono le cause strutturali evidenziate da amministratori e tecnici: la forte dipendenza da sorgenti naturali, la scarsità di invasi, le perdite di rete e i ritardi negli investimenti hanno trasformato quella che nasce come emergenza in un problema cronico. Nel corso delle ultime riunioni, Sorical ha indicato la necessità di importanti lavori sulle condotte e sugli impianti, con programmi di investimento che la società ha illustrato ai sindaci del territorio.
Alla data di oggi, 28 novembre 2025, la crisi idrica a Cosenza e nel Cosentino resta dunque pienamente in corso: in diversi quartieri l’acqua continua ad arrivare a intermittenza, i comitati di cittadini mantengono alta la mobilitazione e le istituzioni locali si preparano a discutere in Consiglio comunale un piano che, nelle intenzioni, dovrà andare oltre le soluzioni tampone. L’obiettivo dichiarato è evitare che anche i prossimi mesi – e le prossime estati – si trasformino in una nuova “corsa alla goccia”, in un territorio che rivendica il diritto a un servizio idrico regolare e dignitoso.

