Qualità della vita 2025, Reggio Calabria ancora ultima: il Sud resta in coda

Reggio Calabria, martedì 2 dicembre 2025 – Per il secondo anno consecutivo la provincia di Reggio Calabria chiude la classifica italiana sulla qualità della vita stilata dal Sole 24 Ore, confermandosi al 107° posto su 107. A guidare la graduatoria 2025 è Trento, seguita da Bolzano e Udine, mentre tutte le ultime 22–24 posizioni sono occupate da province del Mezzogiorno, segno di un divario Nord–Sud che continua a rimanere profondo.

Secondo i dati diffusi, Reggio Calabria totalizza un punteggio complessivo di circa 395 punti (394,85), risultando l’unica provincia sotto la soglia dei 400 punti e confermando una situazione di criticità trasversale nei principali indicatori considerati dallo studio.

Come funziona l’indagine del Sole 24 Ore

Quella pubblicata ieri è la 36ª edizione dell’indagine sulla qualità della vita, avviata nel 1990. Il lavoro del Sole 24 Ore prende in esame 90 indicatori statistici suddivisi in sei macro-aree:

  • Ricchezza e consumi
  • Affari e lavoro
  • Ambiente e servizi
  • Demografia, società e salute
  • Giustizia e sicurezza
  • Cultura e tempo libero

I dati arrivano da fonti ufficiali (Istat, Banca d’Italia, ministeri, Inps, ecc.) e da istituti di ricerca e osservatori specializzati. Per ogni indicatore, alla provincia con il valore migliore vengono assegnati 1.000 punti, a quella con il peggiore 0; tutte le altre si collocano in mezzo secondo la distanza dai due estremi. La classifica finale è la media delle sei graduatorie di settore.

Reggio Calabria, criticità diffuse

Le analisi di dettaglio pubblicate sul sito del Sole 24 Ore evidenziano per Reggio Calabria ritardi strutturali in più ambiti:

  • Affari e lavoro: tassi di occupazione bassi, disoccupazione elevata, difficoltà per le imprese a crescere e attrarre investimenti.
  • Ambiente e servizi: carenze in infrastrutture, trasporti e servizi essenziali, con impatto sulla mobilità e sulla qualità della vita quotidiana.
  • Giustizia e sicurezza: indicatori penalizzanti legati a tempi della giustizia, reati e percezione di insicurezza.
  • Cultura e tempo libero: offerta culturale e di intrattenimento non comparabile con quella delle grandi realtà del Centro–Nord.

Sul versante demografico e sociale, il territorio reggino risente anche di emigrazione giovanile, fragilità economiche diffuse e servizi di welfare non sempre adeguati al fabbisogno, pur in presenza di esperienze virtuose e di un forte tessuto associativo.

Il quadro della Calabria: tutte le province in fondo

Il risultato di Reggio Calabria si inserisce in un quadro più ampio che riguarda l’intera regione. Nella classifica del Sole 24 Ore, infatti, tutte le province calabresi – Reggio, Crotone, Vibo Valentia, Catanzaro e Cosenza – si collocano nelle ultime posizioni, contribuendo al “blocco” di coda formato quasi esclusivamente da territori del Sud.

Le performance negative riguardano, con intensità diverse, occupazione, redditi medi, infrastrutture, servizi sanitari, istruzione, vivibilità urbana e sicurezza. Il dato conferma come la sfida per colmare il divario con il resto del Paese resti aperta, nonostante la disponibilità di fondi europei e PNRR destinati proprio alla riduzione delle disuguaglianze territoriali.

Le reazioni sul territorio

La conferma di Reggio Calabria all’ultimo posto è stata accolta con preoccupazione e amarezza da amministratori locali e rappresentanti del mondo economico e sociale. Alcune voci sottolineano che la classifica «non racconta tutto» e rischia di penalizzare l’immagine della città, ma la maggior parte riconosce che gli indicatori evidenziano problemi reali:

  • cronica debolezza infrastrutturale,
  • difficoltà del mercato del lavoro,
  • servizi pubblici spesso in affanno,
  • percezione di insicurezza e sfiducia verso le istituzioni.

In parallelo, diverse realtà associative e civiche leggono il dato come uno stimolo alla reazione, chiedendo una programmazione più efficace sull’utilizzo dei fondi disponibili, investimenti stabili su scuola, sanità, mobilità e rigenerazione urbana, oltre a politiche mirate per trattenere i giovani e attrarre nuove imprese.

L’indagine del Sole 24 Ore verrà ora analizzata nel dettaglio da enti locali e stakeholder. Resta il fatto che, fotograficamente, al 2 dicembre 2025 Reggio Calabria è ancora una volta il fanalino di coda della qualità della vita in Italia, dentro una Calabria che, nel suo complesso, continua a muoversi sul fondo della classifica nazionale.

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