Con l’avvicinarsi delle festività natalizie, molti calabresi che vivono al Nord o all’estero si preparano a tornare a casa. Ma una recente analisi — riportata da quotidiani regionali — lancia un allarme duro: i costi per viaggiare verso la Calabria sono aumentati drasticamente, rendendo il rientro quasi un privilegio per chi può permetterselo.
Secondo lo studio, rispetto alle tariffe di base le spese per autobus, treni e in alcuni casi voli possono registrare incrementi fino al +285%: un rincaro che pesa su famiglie, studenti e lavoratori emigrati. Le tratte più colpite risultano quelle che collegano il Nord e il Centro con le province calabresi, in particolare durante i weekend e i giorni “clou” del rientro natalizio, quando la domanda aumenta drasticamente.
Un altro elemento critico emerge dall’offerta: in molti giorni chiave i posti disponibili verso la Calabria sono meno del 45% rispetto alle fasce di domanda ordinarie. Ciò significa che non solo i prezzi aumentano, ma trovare un posto — su treno, bus o aereo — diventa complicato, soprattutto per chi non acquista con largo anticipo.
Le conseguenze sono pesanti: aumenta il rischio di esclusione sociale per chi non può permettersi il viaggio, si accentuano le disparità tra chi abita in Calabria e chi è emigrato, e si crea una barriera per lavoratori, studenti o famiglie che sperano di tornare a casa per le feste.
Associazioni di consumatori e realtà sociali richiedono ora interventi urgenti: maggiore offerta di trasporti, prezzi calmierati, tariffe agevolate per chi torna a casa per motivi familiari, e un piano strutturale che consideri il diritto al ritorno come parte della coesione sociale della regione.

