REGGIO CALABRIA – 23 gennaio 2026
È stata un’operazione coordinata e complessa quella che, all’alba, ha portato le forze dell’ordine a eseguire sei misure cautelari nell’ambito di un’inchiesta su usura, estorsione e atti persecutori condotta dalla Procura di Reggio Calabria.
Gli arrestati – due in carcere, due ai domiciliari e due soggetti raggiunti da provvedimenti di divieto di avvicinamento alle vittime – sono ritenuti responsabili di aver messo in piedi un sistema di prestiti a tassi usurari nei confronti di due nuclei familiari residenti tra Reggio Calabria e Catania.
Le indagini, condotte in sinergia tra Guardia di Finanza e Squadra Mobile, hanno ricostruito mesi di intimidazioni, minacce e pressioni per ottenere rimborsi non dovuti.
Parallelamente all’operazione principale, la Procura ha disposto la sospensione di due pubblici ufficiali dalle loro funzioni per un anno. Il provvedimento, di natura interdittiva, è scattato per presunte condotte rilevanti emerse nel corso delle attività investigative, la cui natura però resta coperta dal massimo riserbo.
Gli inquirenti sottolineano la delicatezza della vicenda, che ha toccato famiglie in difficoltà economiche sfruttate in un momento di vulnerabilità. Le indagini proseguono per verificare se esistano ulteriori episodi riconducibili allo stesso circuito usurario.

