Cosenza, via libera alla nascita di un grande ospedale privato a Vaglio Lise: progetto, polemiche e prospettive

COSENZA – 23 gennaio 2026 — Il dibattito sulla sanità nel cosiddetto “hub” sanitario dell’area urbana bruzia si arricchisce di un nuovo e significativo capitolo: il via libera alla realizzazione di un grande polo della sanità privata nel quartiere di Vaglio Lise, nel cuore del capoluogo cosentino. La decisione – ufficializzata negli ultimi giorni con l’autorizzazione del Comune di Cosenza – ha riacceso discussioni politiche, preoccupazioni sociali e riflessioni strategiche sulla presenza e il ruolo della sanità privata in un territorio con forti esigenze di servizi pubblici.

Il progetto “Ospedali Riuniti” e le strutture coinvolte

Il progetto, promosso dalla società iGreco Ospedali Riuniti – riconducibile alla famiglia Greco, già presente da anni nel settore della sanità privata calabrese – riguarda la ricongiunzione nelle stesse sedi di Vaglio Lise delle attività e dei reparti oggi distribuiti su due storiche cliniche cittadine, la Madonnina e il Sacro Cuore. L’autorizzazione comunale prevede la realizzazione di un unico immobile moderno che accorperà le funzioni sanitarie già esistenti nelle due strutture, completando così un polo sanitario accreditato con il Servizio Sanitario Nazionale.

Secondo il documento di autorizzazione, l’area riunita comprenderà vari reparti specialistici e posti letto già attivi nelle due cliniche, tra cui:

  • Chirurgia generale, ortopedia, traumatologia e otorinolaringoiatria provenienti dalla ex Madonnina, con numerose unità di degenza e attività ambulatoriali;
  • Ostetricia e ginecologia, urologia, oculistica, oltre a servizi diagnostici di base e specialistica ambulatoriale, riconducibili alla ex Sacro Cuore.

La decisione del Comune di Cosenza prevede anche che l’autorizzazione abbia durata triennale, entro la quale la società proponente dovrà realizzare la struttura. In caso di mancato completamento nei termini, il provvedimento decadrebbe.

Un progetto legittimo ma fortemente contestato

L’iniziativa ha subito suscitato reazioni contrastanti nel tessuto sociale e politico cittadino. Il Movimento 5 Stelle di Cosenza ha espresso in una nota la propria preoccupazione per la nascita di un polo sanitario privato nel sito di Vaglio Lise, sottolineando come tale scelta possa apparire “preoccupante” in un territorio in cui la sanità pubblica registra sofferenze e bisogni insoddisfatti. Secondo gli attivisti pentastellati, infatti, pur non essendo contraria alle iniziative imprenditoriali private, è difficile immaginare che una struttura privata possa in alcun modo “sostituire” i servizi pubblici essenziali garantiti dallo Stato.

Dal fronte delle critiche più radicali si segnalano anche le prese di posizione degli attivisti di “La Base – Cosenza”, secondo cui il progetto rappresenterebbe una tendenza a fare della sanità un “bene di mercato” piuttosto che un servizio pubblico universale. Secondo questa interpretazione, l’ok comunale – concepito mentre il nuovo ospedale pubblico HUB è programmato a Rende (Arcavacata) – rischierebbe di consolidare il ruolo di Cosenza come capitale della sanità privata a discapito dell’accesso universale alle cure.

Il quadro più ampio: sanità pubblica, ospedale HUB e strategia regionale

È importante inquadrare il progetto privato nel più ampio contesto del futuro della sanità territoriale cosentina. Da tempo è in corso la programmazione regionale per la realizzazione di un nuovo grande ospedale pubblico HUB ad Arcavacata di Rende, legato anche allo sviluppo della nuova facoltà di Medicina dell’Università della Calabria, con l’obiettivo di creare un polo sanitario e formativo di riferimento per l’intera Calabria meridionale.

Questa scelta è stata al centro di discussioni politiche negli ultimi anni, con voci divergenti sul migliore posizionamento e sul ruolo del capoluogo rispetto ai servizi sanitari dell’area metropolitana. Alcuni soggetti politici e comitati cittadini avevano chiesto più volte che il polo HUB fosse mantenuto nella città di Cosenza con forti legami universitari, mentre altri ritengono strategico puntare sulla connessione tra l’università, i servizi sanitari e l’area urbana di Rende.

Prospettive per l’utenza e territorio

Dal punto di vista dell’utenza, la nascita di un grande polo privato potrà offrire servizi sanitari con standard e tempi di attesa potenzialmente diversi da quelli tradizionali del pubblico, pur restando accreditato con il SSN. Tuttavia, critici del progetto temono che tali servizi possano privilegiare segmenti di mercato a discapito di una equa distribuzione delle risorse per la collettività, soprattutto in un’area con notorie carenze di infrastrutture sanitarie pubbliche.

Sul versante amministrativo, la realizzazione del nuovo ospedale privato non annulla né sostituisce gli obiettivi della medicina pubblica; piuttosto, si inserisce in un sistema misto in cui servizi pubblici e privati convivono. Le istituzioni regionali e locali dovranno pertanto continuare il confronto per garantire che i bisogni sanitari della popolazione – in particolare dei più fragili – siano pienamente soddisfatti, indipendentemente dalla natura pubblica o privata delle strutture.

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