Una prima stima dell’impatto del maltempo sulle coltivazioni calabresi è stata fornita oggi da Coldiretti: oltre 3.000 ettari di terreno agricolo sono stati devastati dalle piogge e dalle alluvioni, con quasi 900 ettari completamente sommersi dall’acqua a seguito dell’esondazione del fiume Crati e di altri corsi d’acqua del Cosentino.
L’ondata di maltempo che ha colpito la regione nelle ultime settimane ha provocato disagi diffusi nei campi di agrumi, ortaggi e colture da reddito, causando significative perdite economiche per le aziende agricole. In particolare, molte aree rurali della Piana di Sibari e dell’entroterra cosentino risultano ancora profondamente segnate dalle alluvioni.
Gli agricoltori calabresi chiedono misure di ristoro immediate e un piano di interventi strutturali che vada oltre gli aiuti emergenziali, sottolineando come il ripetersi di eventi estremi renda sempre più difficile programmare una normale attività produttiva in campagna. Secondo i sindacati agricoli locali, serve un piano nazionale e regionale che riconosca adeguati indennizzi e sostenga la ripresa delle attività produttive.
Le ricadute economiche pesano non solo sulle aziende ma sull’intera filiera agroalimentare, consolidando la percezione di una crisi climatica e idrogeologica di lungo periodo.

