Colpi d’arma da fuoco a Cosenza: indagato ai domiciliari con braccialetto elettronico

COSENZA – Dopo tre mesi di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Cosenza, un uomo è stato raggiunto da un provvedimento cautelare che dispone gli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico, nell’ambito delle indagini su un episodio di colpi d’arma da fuoco esplosi in città lo scorso 25 novembre.

L’episodio e l’avvio delle indagini

Il fatto risale alla mattina del 25 novembre 2025, quando un uomo fu ferito alla gamba da uno o più colpi di arma da fuoco mentre si trovava in strada a Cosenza. Quel giorno i soccorsi intervennero tempestivamente, trasportando la vittima in ospedale per le cure. Fin da subito la dinamica, in particolare il contesto urbano in cui avvenne l’aggressione, richiese l’intervento approfondito da parte dei Carabinieri del Comando Provinciale di Cosenza.

Le indagini furono immediatamente avviate e coordinate dalla Procura di Cosenza, con l’obiettivo di ricostruire quanto accaduto, identificare il presunto responsabile e accertare se fossero coinvolte armi detenute illegalmente. Gli investigatori hanno lavorato negli ultimi mesi con intercettazioni, rilievi balistici, accertamenti tecnici e dichiarazioni testimoniali, raccogliendo elementi che hanno permesso di orientare l’inchiesta verso un sospetto specifico.

Ordinanza cautelare e contenuti del provvedimento

Il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) del Tribunale di Cosenza, su richiesta della Procura, ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare in regime di arresti domiciliari con braccialetto elettronico nei confronti del soggetto ritenuto responsabile dei fatti. La misura è stata eseguita dai carabinieri nella giornata del 18 febbraio 2026.

Secondo l’accusa formulata nella richiesta di misura cautelare, l’indagato è ritenuto gravemente indiziato dei reati di detenzione e porto di arma clandestina, reati che in Italia puniscono la detenzione e l’utilizzo di armi senza la prescritta licenza o autorizzazione.

Il braccialetto elettronico è stato disposto per permettere alle forze dell’ordine di controllare costantemente gli spostamenti dell’indagato nell’ambito domiciliare, garantendo al contempo che egli non si allontani dal luogo di detenzione imposto dal giudice. In questo modo si bilancia l’esigenza cautelare di limitare la libertà personale con quella di assicurare il corretto svolgimento delle indagini in corso, nella fase preliminare dell’azione penale.

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