Un’analisi pubblicata oggi mette in luce un quadro demografico preoccupante per la Calabria: secondo le proiezioni basate sugli ultimi dati SVIMEZ, entro il 2050 la regione potrebbe perdere circa 350.000 giovani, segnando una vera e propria “emorragia di capitale umano”.
Secondo l’analisi, non si tratterebbe di una semplice flessione anagrafica, ma di un fenomeno destinato a dissanguare la forza produttiva, creativa e intellettuale del territorio. La migrazione verso altre regioni italiane o Paesi esteri da parte dei più giovani rappresenta la principale causa di questa proiezione, con impatti significativi su occupazione, innovazione e sostenibilità socio-economica.
Gli esperti avvertono che senza strategie strutturali e interventi mirati sul fronte dell’occupazione, dell’istruzione, dei servizi e delle opportunità per i giovani, questa tendenza potrebbe consolidarsi nei prossimi decenni, rendendo più difficile il rilancio demografico della Calabria.
Il tema è destinato a entrare sempre di più nel dibattito pubblico, con richieste di politiche attive per incentivare il ritorno dei giovani e creare condizioni di vita competitive e attrattive.

