Un boato improvviso, poi il tremore avvertito distintamente nelle case. Pochi secondi che sono bastati per riportare paura e tensione in una delle aree più delicate dal punto di vista sismico dell’intero Mediterraneo.
Nelle ultime ore una scossa di terremoto di magnitudo 3.1 è stata registrata dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia nell’area dello Stretto di Messina, con epicentro localizzato a circa quattro chilometri a nord-est di San Roberto, nel Reggino. Il sisma si è verificato a una profondità di circa 16 chilometri ed è stato chiaramente percepito in numerosi comuni della provincia di Reggio Calabria e anche in parte della costa siciliana.
La scossa ha provocato apprensione soprattutto nei centri più vicini all’epicentro. In molti cittadini hanno raccontato di aver sentito vibrare porte, finestre e lampadari. Alcuni, spaventati, sono usciti temporaneamente in strada, mentre sui social sono immediatamente comparsi centinaia di messaggi provenienti da entrambe le sponde dello Stretto.
Fortunatamente, secondo le prime verifiche effettuate dalla Protezione civile e dai vigili del fuoco, non risultano danni a persone o edifici. Ma il terremoto ha inevitabilmente riacceso un timore profondo che in Calabria non si spegne mai davvero.
L’area dello Stretto rappresenta infatti uno dei territori a più elevato rischio sismico d’Europa. Qui la memoria collettiva conserva ancora il trauma devastante del terremoto del 1908, che distrusse Reggio Calabria e Messina provocando decine di migliaia di vittime e cambiando per sempre la storia del Sud Italia.
Ogni nuova scossa, anche lieve, riporta inevitabilmente alla mente quella fragilità storica e geografica con cui convivono quotidianamente le popolazioni dello Stretto.
Gli esperti dell’INGV continuano a monitorare costantemente l’attività sismica della zona, considerata tra le più attive del Paese. Eventi di lieve e media intensità non sono rari, ma ogni episodio viene osservato con particolare attenzione proprio per la complessità geologica dell’area.
Nelle ore successive al sisma non si sono registrate particolari criticità, ma la paura si è diffusa rapidamente soprattutto tra gli anziani e tra chi ha vissuto direttamente altri terremoti nel passato.
Ancora una volta, la Calabria si ritrova così a fare i conti con la propria natura più inquieta: quella di una terra bellissima e fragile, sospesa da sempre tra mare, montagne e faglie profonde.

