Le elezioni comunali del 24 e 25 maggio non hanno riguardato soltanto Reggio Calabria. In tutta la regione il voto amministrativo ha lasciato segnali politici fortissimi, destinati ad avere conseguenze anche sugli equilibri regionali in vista delle prossime sfide elettorali.
Il dato più evidente è l’avanzata del centrodestra in molti territori strategici, con Forza Italia e Fratelli d’Italia capaci di consolidare il proprio radicamento soprattutto nelle aree urbane e costiere. La vittoria di Cannizzaro a Reggio rappresenta il simbolo più evidente di questo trend.
Ma il voto racconta anche altro:
una crescente crisi dei tradizionali partiti territoriali e una difficoltà del centrosinistra nel mantenere compatte le proprie coalizioni locali.
In diversi comuni calabresi l’affluenza è risultata ancora in calo rispetto alle precedenti amministrative. Un dato che preoccupa perché conferma la distanza crescente tra cittadini e politica. A Reggio Calabria, ad esempio, l’affluenza si è fermata poco sopra il 65%, in lieve diminuzione rispetto all’ultima tornata elettorale.
Sul piano regionale il voto rafforza inevitabilmente anche il peso politico del presidente Roberto Occhiuto e dell’intera coalizione di governo calabrese, che esce da queste comunali con una percezione di forza molto superiore rispetto ai mesi scorsi.
Nel centrosinistra invece si apre inevitabilmente una fase di riflessione pesante, soprattutto dopo la perdita simbolica di Reggio Calabria, considerata storicamente uno dei principali laboratori politici progressisti del Sud.

