Rossano senz’acqua, la rete cede ancora: il guasto che riapre la ferita delle infrastrutture obsolete

Non è soltanto un guasto tecnico. È il simbolo di una fragilità infrastrutturale che torna a colpire famiglie, attività commerciali e intere contrade. Nello Scalo di Rossano e nelle zone a sud del territorio comunale, una nuova rottura alla rete idrica ha provocato pesanti disagi, lasciando senza regolare servizio una parte significativa della città.

La condotta danneggiata alimenta il serbatoio Matassa, nodo essenziale per l’approvvigionamento idrico dello Scalo e delle contrade meridionali. La società Sorical ha comunicato l’avvio degli interventi tecnici per ripristinare il servizio nel minor tempo possibile, ma il problema va oltre la singola riparazione.

Il sindaco Flavio Stasi ha parlato senza mezzi termini di una infrastruttura ormai obsoleta, definendola un vero “rottame idrico”. Parole dure, ma indicative di una situazione che nel territorio non viene percepita come emergenza occasionale, bensì come conseguenza di anni di criticità accumulate.

Il disagio idrico, soprattutto durante la stagione più calda, diventa immediatamente un problema sociale. Significa famiglie costrette a organizzarsi con riserve d’acqua, attività economiche penalizzate, anziani e persone fragili esposti a maggiori difficoltà.

La vicenda riapre il tema degli investimenti sulle reti, troppo spesso ricordati soltanto quando l’acqua manca dai rubinetti. Una città moderna non può vivere nell’incertezza di condotte che cedono a ripetizione. La manutenzione ordinaria non basta più quando l’infrastruttura è arrivata al limite.

Il guasto di Rossano diventa così una questione politica e amministrativa: non solo riparare l’emergenza, ma programmare seriamente il futuro della rete idrica.

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