Il raggiro costruito attorno a una presunta rapina commessa dal marito della vittima. La donna avrebbe dovuto consegnare contanti e gioielli a un “delegato”. I veri Carabinieri, però, erano già nell’abitazione: bloccato un 22enne, fermata poco dopo anche la presunta complice che lo attendeva in auto. Recuperati tutti i beni.
SAN LUCIDO – Una telefonata, la paura per una persona cara e la pressione psicologica esercitata facendo credere che fosse necessario agire immediatamente. È ancora una volta il meccanismo della cosiddetta truffa del finto carabiniere, uno dei raggiri più insidiosi utilizzati soprattutto ai danni delle persone anziane.
Questa volta, però, il piano è fallito.
È accaduto a San Lucido, sul Tirreno cosentino, dove nel pomeriggio di mercoledì 2 settembre i Carabinieri della locale Stazione, insieme ai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Paola, hanno arrestato in flagranza due giovani ritenuti coinvolti, in concorso, in un tentativo di truffa aggravata ai danni di un’anziana.
Al centro del raggiro c’erano denaro contante e monili in oro per un valore complessivo stimato in circa 20mila euro. Un patrimonio che la donna, convinta dalla storia raccontata al telefono, aveva preparato per consegnarlo alla persona che di lì a poco si sarebbe presentata alla sua porta.
«Suo marito è coinvolto in una rapina»
Secondo la ricostruzione diffusa dopo l’operazione, tutto sarebbe cominciato con una telefonata.
Dall’altro capo del telefono un uomo si sarebbe presentato come un maresciallo dei Carabinieri. Con tono evidentemente credibile e facendo leva sulla preoccupazione della vittima, avrebbe raccontato che il marito della donna era rimasto coinvolto in una rapina ai danni di una gioielleria di Cosenza.
Una storia completamente falsa, ma costruita secondo uno schema studiato per generare paura e impedire alla vittima di ragionare con calma.
Il presunto maresciallo avrebbe prospettato possibili conseguenze giudiziarie, annunciando inoltre l’arrivo di una persona incaricata di effettuare un controllo o di ritirare quanto necessario.
L’obiettivo, secondo gli investigatori, era portare la donna a raccogliere rapidamente tutto ciò che aveva di valore in casa.
E così sarebbero stati messi insieme contanti e oggetti in oro per circa 20mila euro.
La segnalazione cambia tutto
A un certo punto, però, qualcosa nel meccanismo predisposto dai presunti truffatori si è inceppato.
I Carabinieri sono stati informati di quanto stava accadendo e hanno raggiunto rapidamente l’abitazione dell’anziana.
Da quel momento la situazione si è completamente ribaltata.
La donna, anziché interrompere bruscamente la comunicazione e rischiare così di mettere in allarme chi si trovava dall’altra parte del telefono, avrebbe continuato a seguire apparentemente le indicazioni ricevute, questa volta però sotto la guida dei veri militari dell’Arma.
Una collaborazione determinante.
Il presunto truffatore non avrebbe avuto motivo di sospettare che nella casa della vittima fosse ormai stato predisposto un intervento.

