La Suprema Corte ha respinto il ricorso della difesa del 27enne siriano, considerato uno degli scafisti del caicco “Summer Love”. Confermata anche la multa da tre milioni di euro. Nel naufragio del 26 febbraio 2023 morirono 94 persone, tra cui 35 minori.
CUTRO – A più di tre anni da quella notte che sconvolse la Calabria e l’Italia intera, arriva un altro passaggio giudiziario definitivo sulla strage di Steccato di Cutro. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 20 anni di reclusione nei confronti di Abdessalem Mohamed, cittadino siriano di 27 anni ritenuto uno degli scafisti del caicco Summer Love, naufragato davanti alla costa crotonese il 26 febbraio 2023.
La Suprema Corte ha rigettato il ricorso presentato dalla difesa, rendendo definitiva anche la multa da tre milioni di euro già inflitta dalla Corte d’Appello di Catanzaro il 19 marzo 2025. Mohamed era stato condannato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, naufragio colposo e morte come conseguenza di altro reato.
La decisione della Cassazione aggiunge così un nuovo tassello giudiziario a una delle più gravi tragedie migratorie avvenute sulle coste italiane negli ultimi anni.
Quella notte davanti a Steccato di Cutro
Era la notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023 quando il caicco Summer Love, partito dalla Turchia e carico di migranti, raggiunse le acque antistanti Steccato di Cutro.
L’imbarcazione finì contro una secca e si spezzò a pochi metri dalla costa. Il mare restituì corpi per giorni.
Il bilancio ufficiale fu terribile: 94 vittime, tra cui 35 minori, mentre altre persone risultarono disperse. Un dramma che trasformò la spiaggia crotonese in uno dei simboli più dolorosi della tragedia delle migrazioni nel Mediterraneo.
Le immagini dei resti dell’imbarcazione sulla riva, delle bare allineate nel palazzetto dello sport e dei familiari arrivati da diversi Paesi del mondo rimasero impresse nella memoria collettiva.
Da quella tragedia nacquero diversi filoni giudiziari, riguardanti sia le responsabilità degli uomini che avrebbero condotto e organizzato la traversata sia la gestione dei soccorsi nelle ore precedenti al naufragio.
Il ruolo contestato a Mohamed
Abdessalem Mohamed era stato individuato dagli investigatori come uno degli uomini che avrebbero avuto un ruolo nella conduzione del Summer Love.
Secondo l’impostazione accusatoria emersa nei precedenti gradi di giudizio, il giovane siriano sarebbe stato tra i timonieri dell’imbarcazione durante la traversata.
La difesa, invece, ha sempre contestato questa ricostruzione.
I suoi legali hanno sostenuto che Mohamed non avrebbe avuto alcun ruolo nell’organizzazione del viaggio e che non sarebbe stato il comandante del caicco. Secondo questa versione, il 27enne sarebbe stato semplicemente un uomo in fuga dalla guerra, incaricato di compiere alcune piccole riparazioni al motore dell’imbarcazione in cambio di un compenso o di condizioni più favorevoli per il viaggio.
Una ricostruzione che però non ha convinto i giudici.
Il ricorso respinto dalla Cassazione
Davanti alla Corte di Cassazione, la difesa aveva sollevato diverse questioni.
Tra queste figuravano presunti vizi procedurali relativi alla nomina dell’interprete per la traduzione in arabo della sentenza, oltre a contestazioni sulla motivazione del precedente verdetto.
Era stata inoltre sollevata una questione relativa alla maxi sanzione pecuniaria di tre milioni di euro, ritenuta dalla difesa sproporzionata.
Nessuna di queste argomentazioni ha però portato all’annullamento della sentenza.
La Cassazione ha respinto il ricorso e ha quindi reso definitiva la condanna a vent’anni.

