VIBO VALENTIA – Resta in carcere Antonio Manco, 55 anni, l’uomo fermato nell’ambito delle indagini sulla sparatoria avvenuta il 28 agosto a Vibo Valentia, nel quartiere Affaccio. Il gip ha convalidato il provvedimento di fermo eseguito dalla Polizia di Stato il 31 agosto e ha disposto nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere. L’uomo è gravemente indiziato di tentato omicidio e di detenzione e porto illegale di arma da sparo.
Al centro dell’inchiesta c’è il ferimento di Gabriele Ionadi, 61enne di Vibo Valentia, raggiunto da alcuni proiettili dopo che, secondo la ricostruzione investigativa, l’aggressore avrebbe esploso complessivamente otto colpi di pistola ad altezza d’uomo. Una sequenza particolarmente violenta, avvenuta in piena strada e ricostruita dagli investigatori anche attraverso gli accertamenti svolti dalla Squadra Mobile.
Secondo quanto riferito dalla Polizia, il presunto autore avrebbe atteso che la vittima uscisse dalla propria abitazione e salisse sulla sua automobile. A quel punto si sarebbe avvicinato al veicolo a volto scoperto e avrebbe iniziato a sparare. Ionadi sarebbe riuscito a scendere rapidamente dalla macchina e a trovare inizialmente riparo dietro il mezzo, prima di allontanarsi per sottrarsi alla traiettoria dei proiettili. L’azione, però, sarebbe proseguita: alcuni dei colpi avrebbero raggiunto anche altre automobili parcheggiate nella zona.
La vittima, nonostante la gravità dell’azione, è riuscita a salvarsi. Trasportata all’ospedale Jazzolino, avrebbe riportato ferite al piede destro e alla coscia, oltre a fratture alle dita e ulteriori problemi di natura neurologica. Gli elementi raccolti dagli inquirenti hanno portato a qualificare il fatto come un possibile tentato omicidio.
Le indagini avrebbero inoltre fatto emergere una possibile matrice ritorsiva dell’episodio. Secondo gli investigatori, nei giorni precedenti ci sarebbe stata una lite per futili motivi che avrebbe coinvolto alcuni familiari del 55enne e la persona poi rimasta ferita. Si tratta di una circostanza che gli inquirenti stanno valutando per ricostruire il possibile movente e la successione esatta degli eventi.
Dopo la sparatoria erano iniziate le ricerche del presunto responsabile. Manco è stato rintracciato dalla Squadra Mobile dopo oltre tre giorni, nelle vicinanze del veicolo che, secondo gli investigatori, sarebbe stato utilizzato sia in occasione dell’azione sia per la successiva fuga. Il fermo era stato disposto dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia.
Nel corso dell’interrogatorio davanti al gip, il 55enne avrebbe ammesso di aver aperto il fuoco contro Ionadi, sostenendo però di non aver avuto intenzione di ucciderlo e di volerlo soltanto intimorire. Una versione che sarà adesso valutata nel prosieguo del procedimento e confrontata con gli altri elementi investigativi acquisiti.
Il giudice, dopo essersi inizialmente riservato la decisione, ha infine convalidato il fermo e disposto che il 55enne continui a rimanere ristretto nella Casa circondariale di Vibo Valentia.
Una vicenda che ha destato forte impressione in città, sia per il numero di colpi esplosi sia per le modalità dell’azione. Otto proiettili sparati in strada, secondo la ricostruzione investigativa, mentre la vittima cercava disperatamente riparo e una via di fuga. Solo una serie di circostanze avrebbe evitato conseguenze ancora più drammatiche.
Le indagini proseguono per chiarire ogni dettaglio, compresa la provenienza dell’arma utilizzata e l’esatto movente. Come sempre in questa fase, le contestazioni formulate nei confronti dell’indagato rappresentano ipotesi accusatorie che dovranno essere verificate nel corso del procedimento: per il 55enne resta valida la presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva.

