Così l’Ad della società Stretto di Messina Pietro Ciucci replica alla nota inviata ai deputati dal Wwf secondo cui «mancano una serie di test fondamentali per il progetto esecutivo
«Il ponte è realizzabile da oltre
vent’anni. La fattibilità tecnica del progetto non è mai stata messa in
discussione ed è comprovata da anni di ricerche e prove con il coinvolgimento
di primari istituti scientifici e dei massimi esperti che hanno realizzato i
maggiori ponti sospesi in tutto il mondo». Così l’Ad della società Stretto
di Messina Pietro Ciucci replica alla nota inviata ai deputati dal Wwf secondo
cui «mancano una serie di test fondamentali per il progetto esecutivo in
assenza dei quali non si può avere certezza sulla completa realizzabilità
dell’opera».Ciucci rimarca come «tutte le faglie presenti nell’area dello Stretto di
Messina sono note, censite e monitorate, comprese quelle del versante calabrese.
I punti di contatto dell’opera con il terreno, sulla base degli studi
geosismotettonici eseguiti, sono stati individuati evitando il posizionamento su
faglie attive». Inoltre, «le costruzioni di ponti sospesi in zona sismica
avvengono da sempre in ogni parte del mondo in aree con potenziali sismogenetici
più rilevanti dello Stretto di Messina: Turchia; Grecia; Giappone; California.
Il potenziale sismogenetico dello Stretto di Messina non è in grado di produrre
terremoti superiori a 7.1 della scala Richter. In ogni caso il ponte sullo
Stretto è progettato per restare in campo elastico anche con magnitudo
superiore». In relazione al tema degli tsunami l’Ad della Società dello Stretto specifica
«che la possibilità di fenomeni di questo tipo è stata presa in esame sin dai
primi studi e nei successivi aggiornamenti. L’esame ha considerato le tre
principali tipologie di eventi: terremoti con epicentro in mare o anche in
terraferma ma in prossimità della costa; eventi vulcano-tettonici; grandi frane
di versanti costieri o di scarpate subacquee. In linea generale l’altezza
dell’onda ipotizzabile per l’area dello Stretto non supera i 10-12 metri».
Per cui «le strutture vitali del ponte non sono esposte ad alcun rischio, anche
in fase di costruzione».
Fonte RAI

