Welfare, Turismo ed Economia: approvati una serie di provvedimenti dalla Giunta regionale

Definiti dall’esecutivo i processi per la promozione del cicloturismo, una serie di incentivi per l’internazionalizzazione delle imprese e i criteri per l’affidamento familiare

La giunta della regione Calabria ha approvato una serie di misure in materia di turismo, welfare e agricoltura. Su proposta del presidente Roberto Occhiuto e dell’assessore Giovanni Calabrese è arrivato l’ok al regolamento, “Promozione del cicloturismo e riconoscimento della Ciclovia dei parchi della Calabria”, che disciplina  l’adesione alla Carta dei servizi dei percorsi cicloturistici. Possono richiedere l’adesione alla Carta dei servizi, per un anno solare e in forma gratuita, tutti i soggetti operanti nel territorio regionale che intendano offrire i servizi dedicati all’accoglienza dei cicloturisti, come, ad esempio, le strutture ricettive, ristoranti, tour operator, aziende agricole e bike service.

Su indicazione dell’assessore alle politiche sociali, Caterina Capponi, l’esecutivo ha anche recepito le linee di indirizzo per l’affidamento familiare tramite la realizzazione di buone pratiche e la sperimentazione di nuovi modelli di accoglienza, su tutto il territorio regionale, nel campo dell’affidamento e della tutela dei minori. 

Approvate, poi, una serie di delibere proposte dall’assessore allo sviluppo economico Rosario Varì, per sviluppare rafforzare le capacità di ricerca e di innovazione delle aziende tramite l’introduzione di tecnologie avanzate e la sottoscrizione del protocollo d’intesa tra Regione Calabria e Confapi Calabria, che ha l’obiettivo di promuovere iniziative a sostegno delle imprese calabresi, migliorandone la competitività sui mercati nazionali e internazionali.  

Inoltre, la Giunta, su indicazione dell’assessore all’Agricoltura, Gianluca Gallo, ha approvato il calendario venatorio 2024-2025. Le limitazioni alla caccia deliberate hanno come obiettivo il ripopolamento e lo stato di conservazione degli uccelli. Nel documento si ribadisce, inoltre, che sono vietati, per 10 anni, nelle zone boschive andate a fuoco, il pascolo e la caccia.

Fonte RAI

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