Nel quartiere della periferia Nord di Reggio Calabria, già segnato dalla mancanza di servizi, cittadini costretti a vivere tra le discariche con grandi rischi per la salute
Per le strade un rigagnolo verdastro denuncia uno scarico di acque reflue direttamente in strada. Sta lì da tempo, a giudicare dal muschio limaccioso che si è formato ai bordi. Qua e là le carcasse arrugginite di auto, abbandonate a decine dai ladri di pezzi di ricambio. Poco più avanti un ammasso enorme di rifiuti: vengono dalle case, impacchettati nei sacchetti dei supermercati. A volte qualcuno gli dà fuoco, regalando agli abitanti colonne di nubi tossiche.
Quanto basta per rendere impossibile la vita a chiunque. Ma ad Arghillà c’è un rischio ancora peggiore, quello dell’amianto. Cumuli di pannelli in eternit giacciono da tempo in zone abitate, e le misure amministrative prese dal comune non hanno mai visto attuazione.
Per questo l’associazione di vicinato Noi siamo Arghillà, dopo aver manifestato davanti a Palazzo San Giorgio, ora rilancia la protesta. “Abbandonati a noi stessi”, dicono.
Fonte RAI

