Le due donne calabresi in gara alle Paralimpiadi di Parigi

Anna Barbaro e Raffaela Battaglia in competizione nel triathlon e nel sitting volley

Straordinarie le paralimpiadi. Nel senso proprio letterale del termine, perché portano lo sport fuori dall’ordinario, oltre il nostro stesso corpo anche quando questo corpo non è standard, non è conforme, è ferito, è diverso. 

Come? Con la forza della volontà e della tenacia. Come ha fatto la nostra portabandiera, Ambra Sabatini, che tre anni fa, a Tokyo ha letteralmente bruciato i 200 metri piani con la sua protesi arrivando all’oro. O l’altro potrabandiera, Luca Mazzoni, 3 volte oro paralimpico nel ciclismo, mai nessuno come lui.

Una marcia colorata per le vie di Parigi simbolo dell’inclusione dà il via ai giochi paralimpici 2024. Mani che tengono accesa la fiaccola ma forse soprattutto il senso vero dello sport, oltre l’agonismo a volte deleterio dei normodotati. Qui si gareggia per vincere, certo, ma soprattutto per dare un senso alla vita, per superare se stessi.

Mani che si danno il ritmo, come per Anna Barbaro. Una delle due atlete, donne, che la Calabria quest’anno porta in dotazione alla delegazione di 141, una delle più folte di sempre. La reggina, argento a Tokyo, e la sua inseparabile guida Charlotte Bonin, possono solo migliorare nel triathlon di questa paralimpiade parigina.

Ed è ancora Reggio tutta in attesa per Raffaela Battaglia, atleta azzurra del sitting volley. Dopo l’oro di Egonu, Sylla e company alle olimpiadi, si aspetta il fischio d’inizio del 30 agosto per sognare di nuovo una cavalcata verso la vittoria nella disciplina sorella della pallavolo.

Fonte RAI

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