Se Tu Fossi Me fa emozionare: la storia di Sergio Giannino Del Giudice al Festival del Cinema di Venezia

Se Tu Fossi Me Festival del Cinema di Venezia

Una storia di amicizia tra un paziente e un medico

Venezia, 06 settembre 2024 Dopo aver realizzato tantissimi progetti teatrali per dare voce ai pazienti oncologici, l’Associazione Pancrazio affronta una prova ancora più difficile proponendo il  progetto Se tu fossi me, scritto e diretto da Maria Teresa Carpino e prodotto dalla Addigi Srl, dalla Bici Production e dalla stessa Associazione Pancrazio.  

Liberamente ispirato alla storia vera di Sergio Giannino del Giudice  il progetto Se tu fossi me vuole soffermarsi sull’importanza del rapporto medico/paziente e attraverso la grande amicizia di Sergio e Francesco e tocca i punti più importati della malattia, dal primo sintomo ai tanti colloqui con i medici e alle varie diagnosi. Quando una persona improvvisamente si sente male inizia a girare per medici e spesso si dispera e si disperde. L’espressione scelta si disperde ci deve far pensare sulle conseguenze, poco considerate, sulla diagnosi mancata. Dietro a questa espressione unica ed universale c’è un mondo di contenuti. Il paziente spesso si disperde a causa di un rapporto distaccato con il medico, ha bisogno di pazienza e di tempo. È cosi inevitabile che la percezione del paziente sia che il medico gli dedichi troppo poco tempo e che molte delle domande che vorrebbe porgli non trovino un ascolto sufficiente. Il medico deve offrire tempo e camminare con il paziente nel suo tempo.  

Il progetto gode del Patrocinio della Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (FAVO), della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs Università Cattolica Del Sacro Cuore, della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio Medico e della Clinica Guarnieri e del contributo di Calabria Film Commission.

I protagonisti del progetto saranno i medici e i pazienti che si cimenteranno in teatro a rappresentare Se tu fossi me insieme alla proiezione di scene tratte dal lungometraggio. 

Quindi per la prima volte teatro e cinema insieme.

Il progetto approderà in tanti teatri italiani a Milano, Padova, Roma, Pavia, Bari, Cosenza e tanti altri.

Una storia forte quella di Sergio e Francesco, amici da sempre.

Sergio ha una impresa di famiglia che gestisce con dedizione e Francesco è un medico considerato un opinion leader nell’ambito della ginecologia oncologica.

Un giorno qualsiasi la vita di Sergio cambia. Si rende conto che sente uno strano dolore in gola e un forte abbassamento della voce. L’incontro con un medico freddo e distaccato fa disperdere il nostro paziente che non trova pace nemmeno in famiglia. Francesco e Sergio ( il medico e il paziente) discutono e non si parleranno per molto tempo. Intanto Sergio continua la sua battaglia contro il cancro e incontrerà tanti medici che lo aiuteranno sia dal punto di vista psicologico che scientifico.

La conferenza Stampa di lancio sarà presentatoa il prossimo 6 settembre a Venezia presso l’Hotel Excelsior nello spazio dedicato alla Regione Veneto alle ore 15:00.

Le scene più significative del lungometraggio saranno proiettate durante il dibattito a cui parteciperanno gli attori e il cast della produzione insieme  a Manuela Lanzarin (Assessore Sanità Regione Veneto), a Giusi Bonavina (Direttore Generale IOV), a Giovanni Scambia (Direttore Scientifico Della Fondazione Universitaria Policlinico Gemelli IRCCS), a  Pier Franco Conte (Senior Professor in Oncologia Università di Padova Direttore Scientifico San Camillo Hospital, IRCCS, Lido di Venezia), a  Elisabetta Iannelli (Segretario Generale FAVO a Gaetano Motta ( Direttore Clinica Otorinolaringoiatra Vanvitelli Napoli), a  Gianfranco Filippelli (Direttore Oncologia Medica ASP di Cosenza – PO di Paola)

Sono felice di ospitare questo lungometraggio nello spazio della Regione Veneto – dichiara Manuela Lanzarin – perché ritengo che il cinema possa rappresentare uno strumento perfetto per trasmettere messaggi importanti come quello del rapporto medico/paziente. E’ necessario affrontare questa tematica per aiutare i pazienti stessi che si trovano ad affrontare un momento delicato della loro vita”

“Abbiamo deciso di sostenere da subito questa preziosissima iniziativa, convinti che l’emozione di una storia che replica i destini di tante persone colpite da gravi malattie possa essere di stimolo per la riflessione e motivo di crescita per tutti  – dichiara  Giovanni Scambia – Un’occasione per ribadire la nostra attenzione verso qualsiasi forma di diversità, disagio o condizione di fragilità”.

“ Ho accettato subito l’invito dell’Associazione Pancrazio perché ritengo preziose iniziative di questo tipo. Il film ci aiuta a mettere in primo piano uno degli aspetti fondamentali della cura: il rapporto medico-paziente – aggiunge Maria Giuseppina Bonavina –. Rapporto che non può che basarsi sulla fiducia reciproca e che dovrebbe esistere ancora prima della malattia, con il proprio medico di base, perché soltanto così possiamo aumentare le nostre capacità di intervento preventivo. Siamo certi che una buona prevenzione evita fino al 40 per cento circa delle diagnosi di tumore e fino al 50 per cento delle morti per cancro. Sono dati importanti che ci invitano a moltiplicare iniziative come queste che aiutano a sensibilizzare e a comunicare con il più vasto pubblico.”

” Il numero di nuovi pazienti oncologici è purtroppo in costante crescita, sottolinea Pierfranco Conte anche se fortunatamente sempre più pazienti guariscono o riescono a convivere con una malattia cronicizzata. Questi importanti progressi però non sono sempre accompagnati da una crescente fiducia dei/delle pazienti nella medicina e nella scienza. Tra le cause fondamentali di questo scetticismo certamente vi sono la diminuita capacità d’ascolto dei medici e l’eccessiva fiducia che i medici pongono nella tecnologia trascurando purtroppo l’importanza di un rapporto empatico. Questa iniziativa è quindi senz’altro opportuna per ricordare che il medico non si deve limitare a curare una malattia ma deve sapere prendersi cura di un malato.

Nel rapporto medico-paziente, – dichiara Elisabetta Iannelli – Segretario generale Favo, è fondamentale che il medico non solo fornisca le cure necessarie, ma anche ascolti il paziente, comprendendo le sue esigenze, preoccupazioni e desideri. Questo approccio non solo migliora la qualità delle cure, ma aumenta anche la soddisfazione del paziente e la sua adesione al trattamento. Inoltre, la comunicazione chiara e onesta è essenziale per evitare incomprensioni e per garantire che il paziente sia adeguatamente informato sulle proprie condizioni e opzioni terapeutiche.

Il lungometraggio è stato girato buona parte in Calabria perché Sergio Del Giudice è nato a Cosenza dove vive e lavora. “Siamo felici d’aver sostenuto questo progetto perché penso che l’abilità del medico nel comunicare con il paziente rappresenta un aspetto determinante della sua competenza clinica” dichiara Roberto Occhiuto.

“Abbiamo seguito Sergio nelle fasi più delicate della chemioterapia e lo abbiamo aiutato a sostenere il peso psicologico che ha devastato il suo fisico. Sono quindi convinto che l’empatia del medico sia uno strumento per alleviare lo stress e quindi sicuramente aiutare il paziente stesso – sostiene Gianfranco Filippelli. “Sono orgoglioso e fiero di far parte di questo progetto e vedere d’essere rappresentato nel lungometraggio da Francesco Pannofino mi fa sorridere e ringrazio di questo la regista e chi ha voluto farmi questo omaggio. Anche le parole che sono state dette da Pannofino sono le stesse che io ripetevo sempre a Sergio : ti devi fidare” sottolinea Gaetano Motta.

“La malattia ha cambiato la mia vita e mi ha fatto diventare una persona diversa, migliore – sottolinea Sergio Del Giudice , paziente oncologico –. Devo ammettere che mi ha aiutato a crescere e anche a conoscere meglio me stesso perché ti obbliga a rispondere a domande difficili. Mi ha insegnato a essere felice per quello che una persona possiede.

“Questo progetto è diverso dagli altri perché unisce per la prima volta il cinema e il teatro. L’arte della recitazione sempre fatta apposta per suscitare valori importanti e quindi emoziona e fa sentire il pubblico in simbiosi con gli attori in scena sul palco creando un’atmosfera speciale e unica- conclude Maria Teresa Carpino, Presidente dell’Associazione Pancrazio – Mi piace ripetere la frase di Pascal perché penso che dentro sia descritto benissimo il nostro progetto: Prima di convincere l’intelletto occorre toccare e predisporre il cuore. Questo dovrebbero fare i medici.

Ufficio Stampa

Associazione Pancrazio

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