Manovra, Mattarella ha firmato il testo: la parola al Parlamento

Si lavora sulle coperture della legge di bilancio in attesa dell’approdo in Palamento. Cgil, Landini: ““Noi non escludiamo nulla, questo è il momento di scendere in piazza”
Il capo dello Stato Sergio Mattarellaha firmato la manovra. Il testo è atteso in Parlamento.

La corsa agli emendamenti è già partita, mentre cresce l’attesa per il deposito alla Camera del testo della legge di bilancio, varata la scorsa settimana dal Consiglio dei ministri. Il documento potrebbe approdare a Montecitorio tra oggi e domani, dopo il passaggio al Quirinale. “Stanno mettendo a posto le tabelle”, assicura il sottosegretario all’Economia Federico Freni. L’impressione tra i partiti della maggioranza, però, è che siano ancora in corso delle limature al documento.   

Tanto che il rinvio dell”annunciata conferenza stampa della premier Giorgia Meloni, pur se motivato ufficialmente dall’ assenza del vicepremier Antonio Tajani (per una riunione del G7) secondo diversi esponenti della maggioranza, sarebbe anche legato all’allungamento dei tempi per l’approdo della legge di bilancio in Parlamento. “Nessuna riflessione sulla manovra, la conferenza stampa è stata rinviata perché io stavo qui” a Pescara per il G7 Sviluppo, ha ribadito Tajani. C’è chi non ha escluso invece che nella scelta del rinvio abbia inciso il duro scontro in atto con le toghe, tema che avrebbe potuto monopolizzare l’intero appuntamento.

Le misure e le possibili modifiche della legge di bilancio

Dalla sanità ai Bitcoin, dalla famiglia ai bonus per l’edilizia, nell’opposizione ma anche nella maggioranza si ragiona già sugli ambiti interessati dai progetti di modifica. Tra le questioni in discussione anche l’Ires premiale. “Quella su cui stiamo dialogando è un’ Ires premiale per chi mantiene il 70% degli utili nell’azienda usandone una parte, pari al 30%, per gli investimenti in tecnologia, produttività, welfare e formazione”, argomenta il presidente di Confindustria Emanuele Orsini. “C’è poco coraggio sugli investimenti”, ha commentato il presidente di Assolombarda Spada. E lo stesso Freni, parlando del provvedimento: “Non abbiamo aumentato le tasse, l’unica tassazione raddoppiata è quella sui Bitcoinspero però che possa cambiare in Parlamento”.    

Nel capitolo “pensioni” la novità annunciata da fonti vicine al dossier è quella di un aumento delle minime nel 2025: dovrebbero aumentare del 2,7%, circa 1,7 punti oltre l’inflazione e valere quindi 631,37 euro dai 614,77 attuali.

Dovrebbe quindi essere confermato l’intervento fissato per il 2024 che prevedeva un incremento del 2,7%. Nella manovra inoltre dovrebbe essere introdotta la possibilità di usare i fondi integrativi alimentati con il Tfr per consentire di andare in pensione a coloro che non hanno raggiunto l’importo dell’assegno sociale con il sistema contributivo e andare così in pensione di vecchiaia a 67 anni.

Intanto, si lavora sulle coperture dei provvedimenti. “La sensazione è che in questa settimana la politica stia cercando di capire dove prendere i soldi. Aspettiamo di vedere cosa ci sarà scritto nella manovra”, ha incalzato il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri, “da quello che leggiamo il confronto in questo momento sta avvenendo fra Urso e Confindustria. Forse il governo è più attento alle aziende che a chi rappresenta i lavoratori, vedremo”, aggiunge. Il leader della Cgil Maurizio Landini ha già invocato lo sciopero generale chiedendo più risorse per lavoratori e sanità. “Noi non escludiamo nulla, questo è il momento di scendere in piazza”, ha detto Landini. “In Italia aumentano le entrate, ma il maggior aumento arriva dai lavoratori dipendenti che pagano i servizi pubblici di tutti. Se a fine anno ci sono 15 miliardi di entrate in più che arrivano dai dipendenti, ai dipendenti vanno restituiti” ha aggiunto. Più attendista la Cisl che ha accolto con favore le misure in attesa di vedere il testo definitivo.  

Il concordato biennale, su cui il governo punta per provare ad allargare il raggio d’azione della manovra, procede a rilento.  E tra i nodi che ci sarebbero ancora da sciogliere, ci sarebbe anche quello relativo al contributo degli istituti bancari che dovrebbe prevedere un anticipo sulle Dta (le imposte differite attive) del valore di 3 miliardi. Nel mirino c’è anche la stretta sul tetto agli stipendi dei manager di enti pubblici e privati che ricevono contributi dello Stato (da 240mila a 160 mila euro lordi annui), la misura dovrebbe essere confermata in manovra, ma potrebbe essere cambiato il perimetro. 

Giorgetti: “Taglio del cuneo per 1,3 milioni lavoratori in più e benefit di 5mila euro per lavoratori che si trasferiscono”

Con la manovra 2025 il taglio del cuneo coinvolgerà 1,3 milioni di lavoratori in più rispetto ai13 milioni già interessati dalla misura attualmente in vigore. Lo ha confermato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, partecipando a Genova ad una evento della Lega sui due anni di governo. Rispetto alla norma in vigore quest’anno per i redditi fino a 35.000 euro, “arriviamo  – ha aggiunto – ai redditi fino a 40.000 euro”.

Giorgetti ha inoltre annunciato una misura nuova: “il benefit fiscale fino a cinquemila euro per rimborsare le spese dei lavoratori che le aziende trasferiscono”. 

fonte rainews

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