Una cordata è interessata ad acquisire la clientela business che era di Tim, ma chiede di azzerare gli scatti di anzianità e di lavorare per obiettivi. Incerto il futuro per gli altri 800 dipendenti del call center
Il ministero delle Imprese ha autorizzato la vendita del ramo di azienda della Abramo customer care che gestisce la commessa Tim alla cordata composta da Enosi Holding srl e Steel Telecom srl. Lo hanno reso noto i commissari straordinari della Abramo CC – Federica Trovato, Silvia Bocci e Tiziano Onesti – con una comunicazione inoltrata alle organizzazioni sindacali di categoria che seguono la complicata vertenza dell’azienda di call center presso la quale sono occupate mille persone sparse tra Crotone, Catanzaro e Cosenza.
Proprio ieri nel capoluogo calabrese i dipendenti della Abramo hanno tenuto un sit in di protesta davanti alla sede Tim dopo che nelle scorse settimane l’azienda di telefonia aveva comunicato di non voler prorogare la commessa. Sulla vicenda alcuni giorni fa erano intervenuti anche i segretari nazionali di Cgil Cisl e Uil, Landini, Sbarra e Bombardieri sollecitando un tavolo di trattativa ministeriale e l’applicazione della clausola sociale con cessione dell’azienda ad un’azienda di primaria importanza che assorba i mille dipendenti calabresi.
Degli attuali 1.000 dipendenti Abramo su diverse commesse, tuttavia, ne passeranno alla newco poco piu’ di 200, ossia solo quelli che si occupano della clientela ‘business’. Secondo quanto reso noto dai commissari, infatti, Enosi Holding e Steel Telecom “tramite l’offerta di acquisto vincolante, intendono rilevare la titolarita’ del contratto afferente il committente Tim che implica il trasferimento di un numero di lavoratori pari a 90 operatori di call center, 14 team leader e 125 collaboratori, oltre agli assets aziendali”.
Il contratto offerto dalle due aziende acquirenti è quello di “un modello di impiego part-time di 4 ore giornaliere per i lavoratori dipendenti, fatta eccezione per le risorse inquadrate come Team Leader, anche al fine di raggiungere l’obiettivo di massimizzare il numero delle assunzioni, pur mantenendo una struttura dei costi sostenibile”.
Inoltre, Enosi Holding e Steel Telecom “hanno proposto l’eliminazione degli incrementi automatici di retribuzione dovuti all’anzianità di servizio a fronte dell’introduzione di un sistema di remunerazione variabile al raggiungimento di obiettivi”.
Fonte Rai News

