Autonomia differenziata, via libera definitivo. Opposizioni contrarie. Calderoli: “Le gambe tremano”

Voti Camera

La Camera ha approvato il disegno di legge che riforma l’autonomia differenziata con 170 voti favorevoli. Cambiano le intese fra Stato e Regione: saranno 23 le materie interessate

Dopo una notte di polemiche, la Camera approva il disegno di legge sull’Autonomia differenziata. 172 deputati hanno espresso parere favorevole, 99 i contrari mentre un parlamentare si è astenuto. Il provvedimento, già approvato dal Senato, diventa dunque legge con la disapprovazione delle opposizioni. “Ci avete tenuto qui per uno scalpo, un cinico baratto”, ha detto la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein. La bocciatura è arrivata anche da Giuseppe Conte, presidente dei Cinquestelle: “Siamo ai limiti della forzatura”. Incontenibile la gioia espressa dal ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli: “Mi tremano le gambe, è un coronamento di anni e anni di battaglie politiche della Lega. Con un voto che scrive una pagina di storia per tutto il Paese” e cita il nonno ricordando il suo attivismo nel Movimento Autonomista Bergamasco. Soddisfazione espressa da Giorgia Meloni, che ha definito la legge: “Un passo avanti per costruire un’Italia più forte e più giusta, superare le differenze che esistono tra i diversi territori della Nazione e garantire gli stessi livelli qualitativi e quantitativi delle prestazioni sull’intero territorio”.

Cosa prevedere il ddl Autonomia differenziata? Il disegno di legge si compone di 11 articoli e definisce i principi generali e le procedure delle intese tra lo Stato e le Regioni per l’attribuzione, o le revoche, di ulteriori forme di autonomia (Applicazione del terzo comma dell’articolo 116 della Costituzione). Il testo stabilisce, tra l’altro, che l’attribuzione di funzioni riferibili ai diritti civili e sociali, garantiti equamente su tutto il territorio nazionale, è consentita subordinatamente alla determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni (Lep). Il negoziato per l’attribuzione di nuove funzioni viene proposto dalla Regione interessata al presidente del Consiglio e al ministro per gli Affari regionali. A questo punto il presidente del Consiglio può limitare l’oggetto del negoziato relegandolo ad alcune materie. 

Fonte Rai News

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