Giorno della memoria

80 anni fa la liberazione di Auschwitz. Mattarella: “Il mondo non vuole dimenticare”

Istituita nel 2005 dall’Onu, la giornata è dedicata alle vittime della Shoah

Re Carlo ad Auschwitz, è la prima volta di un sovrano britannico

Carlo è in Polonia, primo monarca britannico a mettere piede sul sito di Auschwitz, “come uomo e come re” e in un “pellegrinaggio profondamente personale”, per ricordare l’80mo anniversario della liberazione del campo di concentramento Auschwitz-Birkenau. Charles si unirà ad altri dignitari e sopravvissuti all’Olocausto per una cerimonia che si terrà presso il museo e memoriale le lager. Buckingham Palace ha reso noto che prima della cerimonia incontrerà anche i membri della comunità locale a Cracovia. Il principe di Galles William, invece, rappresenterà la famiglia reale alla cerimonia a Londra per il Giorno della Memoria.     

Meloni: “Shoah Tragedia senza paragoni. Coltivare memoria e accrescerne consapevolezza nei giovani”

“Ottant’anni fa l’orrore dello Shoah si è mostrato al mondo in tutta la sua terrificante forza. Il 27 gennaio 1945 i cancelli di Auschwitz sono stati abbattuti, e insieme ad essi è crollato anche quel muro che impediva di vedere chiaramente l’abominio del piano nazista di persecuzione e di sterminio del popolo ebraico. Uomini, donne, bambini e anziani strappati dalle loro case, costretti a lasciare tutto, portati nei campi di sterminio e uccisi solo perché di religione ebraica. Un piano la cui premeditata ferocia fa della Shoah una tragedia che non ha paragoni nella storia” ha affermato il presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Un piano, quello condotto dal regime hitleriano, che in Italia trovò anche la complicità di quello fascista, attraverso l’infamia delle leggi razziali e il coinvolgimento nei rastrellamenti e nelle deportazioni. Un abisso a cui si contrappose il coraggio di tanti Giusti, che non esitarono a disobbedire e a rischiare la propria stessa vita per salvare quella di migliaia di innocenti.

Oggi celebriamo il Giorno della Memoria della Shoah, ricordiamo i nomi e i cognomi delle vittime e rinnoviamo la memoria di quei fatti, anche attraverso la testimonianza dei sopravvissuti e dei loro discendenti. Testimoni viventi di una pagina orribile del nostro passato, ai quali rendiamo ancora una volta il nostro ringraziamento. Perché, se oggi conosciamo ciò che è accaduto, lo dobbiamo soprattutto a loro. “Sono vivo affinché possa testimoniare. C’era un disegno più grande per me, e andrò avanti a ricordare fin che vivrò”, ha detto Sami Modiano. È un insegnamento straordinario, che dobbiamo far nostro per coltivare la memoria e accrescerne, sempre di più, la consapevolezza nelle giovani generazioni.

L’antisemitismo non è stato sconfitto con l’abbattimento dei cancelli di Auschwitz. È una piaga che è sopravvissuta alla Shoah, ha assunto declinazioni diverse e si propaga attraverso strumenti e canali nuovi. Combattere l’antisemitismo, in tutte le forme in cui si manifesta, antiche e moderne, è una priorità di questo Governo.

Impegno mai venuto meno e che intendiamo portare avanti con forza e determinazione, anche attraverso l’elaborazione della nuova Strategia nazionale per la lotta all’antisemitismo, un documento articolato e di scenario che fissa obiettivi e azioni concrete per contrastare un fenomeno abietto che non ha diritto di cittadinanza nelle nostre società”.

Oggi il Giorno della Memoria rischia purtroppo di perdere il suo fondamentale significato davanti a un clima politico generale che ne insulta il fondamento. Come ha detto il presidente della Comunità ebraica di Milano, è vergognoso che la senatrice Liliana Segre, sopravvissuta ai campi di sterminio, debba andare in giro con la scorta temendo per la propria sicurezza. È insopportabile che l’ANPI abbia chiamato alla mobilitazione contro Israele. È terribile che studenti dell’Università di Roma abbiano dovuto denunciare il pericolo che corrono, se non tengono nascosta la loro identità e la propria cultura. Ormai da quando il mondo ha dovuto assistere all’attacco bestiale di Hamas ai kibbutz e al concerto di Nova, in cui la crudeltà di 1.200 assassini è stata perpetrata in nome di un antisemitismo genocida pari a quello del nazismo, si è assistito a un’ondata di antisemitismo senza pari dalla fine della seconda guerra mondiale. La caccia all’ebreo per le strade di Amsterdam, le manifestazioni davanti alle sinagoghe, le persecuzioni di studenti ebrei nelle università, l’espulsione degli israeliani da eventi artistici e scientifici non può lasciarci indifferenti in questo 27 gennaio. Siamo di nuovo di fronte al mostro antisemita”. Lo scrive sui social il leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini. “Nella critica a Israele si è trovata la giustificazione per i peggiori sentimenti antiebraici, e le istituzioni ancora non hanno trovato una strada per contrastare questa realtà per me ripugnante. Le istituzioni, tutte, devono individuare e punire chi discrimina, incita, pratica la minaccia, la violenza e il terrorismo contro gli Ebrei. Proprio per questo, lo scorso gennaio la Lega ha presentato (grazie all’aiuto dell’Unione Associazioni Italia-Israele) un disegno di legge per adottare concretamente in Italia le misure contro l’antisemitismo e la sua definizione in tutte le sue forme, come prevede la IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance).Oggi, nel dire ‘never again’, l’intenzione deve essere questa: aggiornare le regole di convivenza civile e adattarle a questa nuova realtà, con severità e buonsenso, perché mai più nel nostro Paese si affacci un odio che è già costato nei secoli troppe vite”, conclude.

Fonte Rainews

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