A Paola il clima politico si scalda, e non è colpa del meteo. Il centrodestra, quello vero, ha deciso senza indugi: Giovanni Politano è e deve essere il candidato sindaco. Lo vogliono tutti. O quasi.
Perché sì, mentre Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e tutto il resto del carro si sono stretti attorno a un nome solido, amministrativamente rodato e radicato nella città, c’è chi lavora sottotraccia per creare il caos. E nemmeno troppo sottotraccia.
In un déjà vu che sa di déjà souffert, Luciana De Francesco e Pierluigi Caputo, consiglieri regionali noti più per le manovre di retrobottega che per brillanti risultati sul campo, sembrano determinati a ripetere lo stesso copione andato in scena a Cosenza. Ricordate? Quello stillicidio tutto interno al centrodestra, dove ognuno voleva il suo nome, il suo uomo, la sua bandierina… finché a governare non è arrivato il centrosinistra. Applausi.
Una disfatta firmata da ambizioni personali e piccole guerre intestine, che oggi rischia di replicarsi a Paola, se qualcuno non decide di smettere di guardarsi allo specchio e iniziare a guardare la realtà.
De Francesco e Caputo – sponsor senza mandato dei consiglieri uscenti Filella e Serpa, due che più che “rinnovamento” sembrano “ripetizione” – si affannano a spingere nomi, fare pressioni, rilasciare mezze frasi. Ma il punto è semplice: non hanno il consenso della città, non hanno il sostegno della coalizione e, soprattutto, non hanno imparato nulla.
L’elettorato di Paola non è sprovveduto. Vede chi lavora e chi trama. Politano ha amministrato, ha gestito, ha ascoltato. E, dettaglio non trascurabile, è voluto da tutto il centrodestra locale, quello che vive il territorio, non quello che lo osserva da Cosenza con la mappa sbagliata.
Intanto, l’ennesimo tentativo surreale di Basilio Ferrari di rientrare in scena strappa più risate che preoccupazioni. Si presenta da solo, appoggiato da nessuno, mentre intorno si consolidano alleanze vere. È il tipico ospite che si presenta alla festa senza invito, ma pretende pure la torta.
Il rischio? Che i teatrini regionali, se non fermati, consegnino Paola al centrosinistra come già successo a Cosenza. Un capolavoro d’autosabotaggio, condito da ego fuori controllo e da quella vecchia abitudine tutta calabrese di preferire perdere, purché a comandare non sia “quello che non piace a me”.
Ma stavolta, i cittadini sembrano aver capito prima dei dirigenti. E Politano – piaccia o no a Caputo & Co. – resta l’unico nome serio, concreto, e soprattutto vincente.
Il resto? Solo rumore di fondo. E chi rema contro rischia di affondare. Di nuovo

