Il presidente Occhiuto: “Spazi aumentati e rinnovati che consentiranno al personale di prendersi cura dei pazienti come si deve. Ma proprio il personale resta il nodo da sciogliere”
Finalmente un pronto soccorso degno di questo nome. Lo dice chiaramente Vitaliano De Salazar, da oggi ufficialmente direttore generale dell’azienda ospedaliera di Cosenza.
L’emergenza-urgenza era la spina nel fianco per un hub da decine di migliaia di accessi all’anno. Ora ci sono tre triage (per chi arriva in autonomia, per i pazienti infetti e per i codici rossi), sette ambulatori, un polifunzionale per la radiologia con sala gesso, due shock room.
A luglio 2023 l’annuncio e la promessa, sarà pronto entro un anno. Per mantenerla, nell’ultimo mese si è lavorato giorno e notte.
Spazi aumentati e rinnovati che restituiranno dignità ai pazienti – dice il presidente e commissario alla sanità Occhiuto – ambienti che consentiranno al personale di prendersene cura.
Proprio il personale, dice Occhiuto è il nodo che resta da sciogliere. Un problema gigantesco che riguarda tutto il paese.
Intanto, dice, in Calabria arriveranno 164 specializzandi a deflazionare il lavoro nei pronto soccorsi. “Il governo si occupi – dice – anche di valorizzare e incentivare chi non scappa dal sistema sanitario pubblico e resta a lavorare nelle trincee degli ospedali.”
Non solo numeri, la gestione dell’emergenza è prima di tutto organizzazione e gli interventi effettuati sono andati proprio in questa direzione: ottimizzare spazi e risorse.

