Badolato, il comune nelle grinfie della cosca Gallace

Blitz dei carabinieri: 44 arresti. Nel mirino dell’Antimafia anche il sindaco Parretta, secondo gli inquirenti eletto coi voti della ‘ndrangheta

Le mani del clan Gallace sul comune di Badolato. Erano loro a decidere chi si sarebbe accaparrato i ricchi appalti per i lavori pubblici, e anche la poltrona di sindaco. Questo il quadro ricostruito da un’indagine dell’Antimafia di Catanzaro (15 persone arrestate e altre 29 ai domiciliari). Tra i nomi degli indagati compaiono anche quelli del primo cittadino Giuseppe Nicola Parretta e del suo vice Ernesto Maria Menniti. Rivali nella campagna elettorale del 2021, ma solo per finta. Secondo chi indaga infatti le elezioni erano già state decise a tavolino. Minacce come quelle finite nelle intercettazioni. “Li prendo a calci nella pancia. Tutti di me hanno paura”. A parlare è l’imprenditore Antonio Paparo, il “regista” secondo i magistrati del sistema che dettava legge a Badolato. E non solo. Per gli investigatori il ruolo di Paparo fondamentale anche nella latitanza di Cosimo Gallace. Sarebbe stato proprio l’imprenditore ad allestire il bunker sotterraneo dove 3 anni fa i carabinieri arrestarono il capo storico della cosca di Guardavalle. Un luogo protetto da cui continuare a gestire gli affari criminali dei Gallace: dal business della droga fino al traffico d’armi coi Balcani.

Rainews

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