Beni per 6 milioni sequestrati alle ndrine di Platì

Destinatario del provvedimento un soggetto segnalato per appartenenza alle cosche di ndrangheta già dal 1965

Beni per un valore complessivo stimato in circa 6 milioni di euro, riconducibili ad un soggetto apicale della cosca Barbaro di Platì, sono stati sottoposti a sequestro su richiesta della DDA di Reggio Calabria diretta dal procuratore facente funzioni Giuseppe Lombardo.

Secondo quanto trapela, il soggetto colpito dal provvedimento di sequestro, titolare di fatto di numerosi fabbricati, terreni ed importanti attività commerciali, rivestirebbe un ruolo apicale all’interno di una famiglia di ndrangheta di Platì la cui attività si estende su tutto il territorio nazionale, nonché all’estero. 

Gli accertamenti riguardano un individuo già dal 1965 destinatario di misure di prevenzione per appartenenza a contesti mafiosi, il cui ruolo, osservano gli inquirenti, è in continua crescita da almeno 50 anni.

La sua figura criminale è stata oggetto di svariate operazioni di polizia giudiziaria che hanno interessato il versante ionico della provincia reggina, nello specifico le operazioni “Reale”, “Marine”, “Mandamento Ionico” e “Saggezza”, nelle cui circostanze è stato afflitto dalla condanna per associazione a delinquere di stampo mafioso. 

L’attività in rassegna ha consentito di ricostruire le acquisizioni patrimoniali del proposto e di rilevare, attraverso una scrupolosa ed articolata attività di riscontro, anche documentale, a partire sin dall’anno 1961, il patrimonio direttamente e indirettamente nella disponibilità dello stesso, il cui valore sarebbe risultato sproporzionato rispetto alla capacità reddituale manifestata.

Fonte Rainews.it

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