Cade senza paracadute,oggi è campione mondiale delle «maratone estreme»

Immaginate di buttarvi con un paracadute e a trecento metri da terra quello non si apre. Incredibilmente non siete morti, avete solo un sacco di ossa spezzate e ovviamente se vi è andata così è già un miracolo. Ma se a distanza di pochi anni siete anche diventato un ultramaratoneta e avete vinto le quattro gare più dure del Pianeta – più di 200 chilometri ciascuna tra giungle e deserti, paludi e scorpioni – allora siete Jon Shield, 41 anni, e Superman vi fa un baffo perché nessuno prima di voi aveva mai vinto da solo tutte le gare della «Beyond the Ultimate» Global Race Series. 

In totale sono 565 miglia (910 km) in quattro maratone che si svolgono negli ambienti più difficili del mondo. Ebbene il mese scorso Shield ha vinto la Desert Ultra Marathon in Namibia, 250 km in 27 ore e 39 minuti; ma prima aveva vinto anche l’Ice Ultra Marathon nell’Artico, poi la Jungle Ultra Marathon in Africa, e l’anno scorso la Mountain Ultra Marathon sui monti Tian Shan in Asia sfiorandone addirittura il record col tempo di 29 ore e 32 minuti. Eppure nel 2013, dopo quel terribile salto nel vuoto, chiunque lo avrebbe dato per morto. Ci aveva messo sette anni a riprendersi.

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