Una docente di Cosenza ha ottenuto un risarcimento di 4.000 euro per non aver ricevuto la Carta del docente per otto anni consecutivi, nonostante avesse prestato servizio con contratti a tempo determinato. Il Tribunale di Novara ha accolto il ricorso presentato dall’avvocato Vincenzo Tiano, condannando il Ministero dell’Istruzione e del Merito a riconoscere il beneficio previsto dalla legge n. 107/2015, che assegna 500 euro annui ai docenti per l’aggiornamento e la formazione professionale .
Il giudice ha stabilito che la Carta del docente spetta anche ai supplenti annuali, con contratti fino al 30 giugno o al 31 agosto, disapplicando le normative che limitavano il beneficio ai soli insegnanti di ruolo. Questa decisione si basa su precedenti giurisprudenziali, tra cui la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 18 maggio 2022, che ha ritenuto discriminatoria l’esclusione dei docenti a tempo determinato dal beneficio .
La vicenda si inserisce in un contesto più ampio di riconoscimenti giudiziari a favore dei docenti precari. Ad esempio, il Tribunale di Cosenza ha recentemente condannato il Ministero a versare 1.500 euro a una supplente che, durante la pandemia da Covid-19, si è aggiornata a proprie spese . In un altro caso, una docente ha ottenuto 3.000 euro per sei anni di mancata assegnazione della Carta del docente .
Queste sentenze evidenziano l’importanza di garantire pari diritti formativi a tutti i docenti, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, e potrebbero aprire la strada a ulteriori riconoscimenti per i supplenti che non hanno beneficiato della Carta del docente negli anni precedenti.

