Cosenza – Non si placa la bufera sul fermo di Gabriele Carchidi, direttore del quotidiano online Iacchitè, avvenuto lo scorso sabato in via degli Stadi. Il giornalista, ammanettato e condotto in questura per essere identificato, ha deciso di denunciare formalmente i quattro agenti di Polizia che hanno eseguito il fermo, presentandosi dai Carabinieri accompagnato dal suo legale, l’avvocato Nicola Mondelli.
Carchidi chiede che vengano visionate le immagini delle telecamere di sorveglianza per accertare l’esatto svolgimento dei fatti. Secondo quanto da lui riferito, il fermo sarebbe stato motivato da alcuni articoli pubblicati su presunti abusi da parte delle forze dell’ordine.
A prendere posizione sulla vicenda è il Siulp, sindacato di polizia, che si schiera con gli agenti della volante, denunciando una “campagna di stampa denigratoria e commenti diffamatori sui social”. In una nota, il Siulp ribadisce che gli agenti hanno agito nel rispetto delle procedure previste, fermando una persona che si sarebbe rifiutata di fornire le proprie generalità e di mostrare un documento di identità.
“La magistratura – conclude il sindacato – farà piena luce sugli eventi e sulle dichiarazioni rese dalla persona accompagnata in questura, deferita all’autorità giudiziaria anche per resistenza a pubblico ufficiale”.

