Continuano i controlli delle attività commerciali nel settore turistico-alberghiero daparte dei Carabinieri del Comando Provinciale di Catanzaro.

Continuano i controlli delle attività commerciali nel settore turistico-alberghiero da
parte dei Carabinieri del Comando Provinciale di Catanzaro. L’operazione,
denominata “WAVE”, mira a verificare il rispetto delle normative ambientali, di
igiene e sicurezza dei prodotti agroalimentari, nonché le autorizzazioni e le
concessioni marittime da parte delle strutture ricettive. L’obiettivo è contribuire a
garantire lo sviluppo sostenibile dell’economia balneare, vigilando attentamente sulla
tutela dell’ambiente e degli ecosistemi marini, per consentire a turisti e bagnanti di
poter godere di un mare e di una spiaggia pulita e di strutture alberghiere che offrano
servizi di alta qualità, nel rispetto delle leggi e regolamenti di settore. Il tutto
mediante azioni utili a conoscere e valutare il fenomeno in ambito regionale e, nel
contempo, valorizzare le funzioni di polizia ambientale affidate, in ambito nazionale,
all’Arma dei Carabinieri.
I controlli sono stati eseguiti dai Carabinieri e dalla Capitaneria di Porto con il
supporto dei reparti specializzati dell’Arma ovvero i Nuclei Ispettorato del Lavoro
(NIL) e Antisofisticazione e Sanità (NAS), i Carabinieri Forestali nonché, quando
necessario, con l’ausilio dell’A.S.P. e dell’Agenzia del Demanio.
In particolare, sulla fascia costiera tirrenica, a Lamezia Terme, hanno dato esecuzione
a mirati controlli su alcune attività commerciali insistenti sul demanio marittimo.
L’attività, preceduta da un’articolata raccolta e analisi di dati informativi, ha visto
all’esito delle approfondite procedure ispettive, sussistendo i presupposti di cui
all’art. 321 c.p.p, i Carabinieri di Lamezia Terme e la Capitaneria di Porto di Vibo
Valentia, procedere al sequestro preventivo di un intero stabilimento balneare che
occupava un’area di 10.000 mq. in assenza di titoli autorizzativi/concessori, in
violazione degli articoli 54 e 1161 del Codice della Navigazione. Nel corso delle
operazioni, è stato inoltre riscontrato che all’interno dello stesso stabilimento un’area
dell’estensione pari a circa 100 mq era stata adibita a deposito incontrollato di rifiuti
di vario genere e, grazie alla componente specialistica dei Carabinieri del Nucleo
Ispettorato del Lavoro, è stata rilevata la presenza di un lavoratore irregolare.

Inosservanze sull’occupazione di spazio demaniale sono state accertate anche a
carico dei titolari di altri due stabilimenti balneari, i quali, seppur in regola con i titoli
autorizzativi e concessori, risultavano aver illegittimamente esteso la posa di
ombrelloni e lettini oltre i limiti previsti dalla concessione.
I controlli eseguiti dalla Task Force sui tre stabilimenti hanno consentito, a fattor
comune, di rilevare alcune carenze igienico-sanitarie e in materia di sicurezza
balneare, per le quali la Capitaneria di Porto ha proceduto alle contestazioni di
competenza.
Ancora sul litorale tirrenico, è stato accertato che in assenza di titoli
autorizzativi/concessori, veniva occupata una superficie pari a circa 10.000 mq per la
realizzazione di uno stabilimento balneare e attività di bar/ristorazione, creando un
deposito incontrollato di rifiuti di vario genere su un’area pari a circa 100 mq,
rilevando anche carenze igienico sanitarie e di sicurezza balneare. In detta
circostanza, si procedeva a un sequestro amministrativo di 5 kg di alimenti ittici privi
di tracciabilità ed elevare sanzioni amministrative per 23.500 euro.
Mentre sul litorale ionico catanzarese, veniva riscontrata in uno stabilimento
balneare, l’assenza dei dispositivi di sicurezza per gli assistenti bagnanti e bagnanti
previsti dall’ordinanza balneare 13/2004 dell’ufficio circondariale marittimo di
Soverato, elevando nei confronti del titolare una sanzione amministrativa pari a 1.032
euro. In un altro lido del golfo di Squillace, è stata riscontrata la mancata tracciabilità
di 14 kg di prodotti ittici, la mancata procedura di autocontrollo alimentare e la
presenza di n. 2 lavoratori in nero, elevando così sanzioni complessive pari a euro
12.300, oltre all’applicazione della sanzione accessoria della sospensione dell’attività
imprenditoriale.
Nell’alto ionio catanzarese, in uno stabilimento balneare, sono state accertate
violazioni in materia di sicurezza del lavoro ed a carenze di tipo igienico-sanitarie nel
locale cucina. Dalle verifiche compiute è emerso che il proprietario del locale aveva
impiegato diversi lavoratori irregolari all’interno del proprio esercizio commerciale e
che, inoltre, non aveva provveduto a garantire tracciabilità alimentare di alcuni

prodotti, che sono stati contestualmente sottoposti a sequestro, contestando sanzioni
amministrative per 7.000 euro. È stato controllato un villaggio turistico del basso
ionio soveratese contestando sanzioni amministrative per complessivi 32.300,00 euro
in relazione a violazioni accertate in materia di sicurezza del lavoro. Nella fattispecie,
dalle verifiche compiute è emerso che il legale rappresentante della struttura turistica
ha impiegato 7 lavoratori in nero, di cui uno extracomunitario regolare sul territorio
nazionale. L’attività è stata sospesa. Nella stessa zona, ad uno stabilimento balneare
sono stati contestati illeciti amministrativi per euro 2.847 per aver omesso di
custodire sul luogo di lavoro il documento di valutazione dei rischi. Ancora, nel
soveratese, è stato effettuato un controllo in un esercizio pubblico discoteca –
ristorante – bar dove è stato organizzato un intrattenimento musicale – danzante
aperto al pubblico senza aver osservato le prescrizioni dell’autorità competente a
tutela dell’incolumità pubblica, tra le quali il superamento della capienza massima di
700 persone e presenza di ingombri dinanzi a talune uscite di sicurezza. Nella
circostanza sono stati contestati illeciti amministrativi per 8.333 euro, per
l’accertamento di violazioni in tema di somministrazione alcolici oltre le ore 03:00,
impiego di personale con mansioni di addetto alla sicurezza non iscritto nell’elenco
prefettizio, infine per non aver aggiornato il documento di valutazione dei rischi,
nella circostanza gli è stato contestato illecito amministrativo per di 1.000 euro per
l’accertamento di carenze igienico-sanitarie nel locale adibito a cucina e bar, ed è
stata sottoposta a sequestro preventivo un’area di 400 mq adibita a pista da ballo.
Le verifiche, che complessivamente hanno portato al controllo di dieci strutture
balneari, ad elevare circa 87.000 euro di sanzioni amministrative, a trovare dieci
lavoratori irregolari e a sospendere due attività, proseguiranno nelle prossime
settimane su entrambi i versanti della costa catanzarese.

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