Corigliano Rossano capitale dell’olio italiano: tre giorni per costruire il futuro dell’olivicoltura

Per tre giorni Corigliano Rossano sarà il cuore pulsante dell’olivicoltura italiana. Dal 10 al 12 luglio la città ospiterà la Convention nazionale delle Città dell’Olio, appuntamento che porterà in Calabria amministratori locali, produttori, tecnici, studiosi, rappresentanti delle istituzioni e operatori economici provenienti da ogni parte del Paese.

Non si tratta di una semplice manifestazione dedicata ad uno dei prodotti simbolo della dieta mediterranea. L’iniziativa punta infatti a trasformarsi in un laboratorio nazionale capace di immaginare il futuro di un comparto che rappresenta una delle principali ricchezze dell’agricoltura italiana e, in modo particolare, della Calabria.

La scelta di Corigliano Rossano non è casuale. Il territorio ionico custodisce una tradizione olivicola secolare e rappresenta una delle aree produttive più importanti dell’intero Mezzogiorno. Migliaia di aziende agricole, frantoi e cooperative contribuiscono ogni anno ad alimentare un’economia che non produce soltanto reddito, ma custodisce anche paesaggi, identità culturali e tradizioni tramandate di generazione in generazione.

L’edizione 2026 assume inoltre un valore simbolico particolare perché coincide con l’ottantesimo anniversario della nascita della Repubblica Italiana. Proprio questo anniversario ha ispirato il tema scelto dagli organizzatori: “L’Olivo che unisce l’Italia. Comunità dell’olio, comunità di valori”, un richiamo al ruolo dell’olivo quale elemento di pace, solidarietà e tutela del territorio.

Tra i momenti più attesi vi sarà la redazione della Carta della Calabria, documento destinato a raccogliere proposte, principi e impegni per costruire le future Comunità dell’Olio. L’obiettivo è creare una rete stabile tra enti locali, imprese agricole, operatori turistici e cittadini, affinché la valorizzazione dell’olio extravergine diventi anche occasione di sviluppo economico, sostenibilità ambientale e promozione culturale.

L’evento rappresenterà anche una straordinaria vetrina turistica. Per tre giorni la Calabria mostrerà ai visitatori il proprio patrimonio fatto di uliveti secolari, frantoi storici, percorsi enogastronomici, borghi e tradizioni che raccontano una storia antica quanto la civiltà mediterranea.

L’indotto economico non sarà trascurabile. Alberghi, ristoranti, attività commerciali e servizi turistici potranno beneficiare della presenza di centinaia di ospiti, confermando come gli eventi di carattere nazionale possano trasformarsi in occasioni concrete di crescita per l’intero territorio.

La Convention offrirà inoltre spazio al confronto sulle nuove sfide del comparto: cambiamenti climatici, innovazione tecnologica, sostenibilità, ricambio generazionale e promozione internazionale del Made in Italy saranno alcuni dei temi al centro dei lavori.

Per la Calabria si tratta di un riconoscimento importante. Essere scelta quale sede della principale manifestazione italiana dedicata alle Città dell’Olio significa vedere riconosciuto il valore di un patrimonio agricolo che rappresenta una delle colonne portanti dell’economia regionale.

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